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Vino biologico marchigiano, una crescita a doppia cifra

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Crescono nelle Marche le vigne coltivate con il metodo biologico, con un incremento del 10% nel giro di dodici mesi. Ad affermarlo è un’analisi della Coldiretti sulla base dell’ultimo rapporto Sinab 2016, secondo il quale gli ettari di vite bio sono passati da 3.752 a 4.120, tanto da rappresentare oggi il 27 per cento del totale. Un boom confermato anche dai consumi, con la categoria vini e spumanti che nel primo semestre 2016 ha visto una crescita del 43 per cento degli acquisti dopo il +93 per cento fatto segnare nel 2015, secondo dati Ismea sulle vendite nel settore bio.

“Se fino a qualche anno fa lo sbocco per il vino marchigiano biologico era rappresentato pressoché interamente dal mercato estero, oggi le cose sono profondamente cambiate – spiega Tommaso Di Sante, presidente di Coldiretti Marche -. La sensibilità già presente da tempo per alcuni prodotti coltivati con metodo bio, come ad esempio frutta e verdura, si è estesa anche al vitivinicolo, come dimostra la crescita a doppia cifra dei consumi”.

Non è un caso, sottolinea Coldiretti, la presenza sempre più frequente dei vini bio nei menu dei ristoranti, con tanto di bollino che ne attesta la certificazione. Ma il biologico Made in Marche va forte anche a livello generale, con la nostra regione che è quella con la maggiore presenza di aziende che fanno vendita diretta rispetto alla popolazione. Secondo un’analisi di Coldiretti, gli operatori complessivi sono aumentati del 12%, sfiorando quota 2.500, mentre i terreni coltivati con metodo biologico hanno superato i 63mila ettari, l’11 per cento in più nel confronto con l’anno precedente.


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