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Confindustria Fermo: “Non ci può essere ripartenza, se la ricostruzione non è affidata alle imprese locali”

giovedì 2 febbraio 2017 - Ore 10:11
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“C’è un dato di fatto inconfutabile: le prime scosse ci sono state il 24 agosto. Si sapeva che sarebbero arrivati autunno e inverno. E invece restano problemi irrisolti: container, casette, stalle. Da agosto a fine gennaio in 5 mesi si è fatto poco o niente”. Stefano Violoni, presidente Ance di Confindustria Fermo, fa il punto sul post terremoto partendo dalla gestione dell’emergenza che, secondo il responsabile dell’associazione nazionale costruttori edili, avrebbe mostrato numerose falle.

Violoni parte dal ruolo dei sindaci: “L’errore è che i sindaci sono stati messi di lato, bypassati da chi poco sa del territorio pur dando il massimo dell’impegno. Il potere deve essere affidato all’Istituzione locale, a chi lo conosce. Le potenzialità andavano e vanno trovate dentro Comuni e Province, su di loro dovrebbero poter fare affidamento Prefettura e Protezione Civile. Ma c’è un problema, la mancanza di risorse che rende Comuni e Province attori non protagonisti, quando si dovrebbe invece accrescere le facoltà decisionali in tema di urbanistica e gestione dell’emergenza a livello locale”. Ne esce un sistema che blocca l’imprenditore come il cittadino, nonostante siano in arrivo centinaia di milioni di euro, miliardi quelli stanziati, per la ricostruzione che Stefano Violoni, con gli associati a Confindustria Fermo, vorrebbe vivere da protagonista. Ma in mezzo c’è la burocrazia.

“Per come è scritto il decreto sul terremoto – prosegue Violoni –  non è una risorsa. Anzi, le imprese locali partono con uno svantaggio rispetto a chi viene da fuori. All’interno è previsto un vincolo per la ricostruzione anche privata: impresa e direttore dei lavori non devono avere avuto rapporti negli ultimi tre anni. Non ci si rende forse conto di cosa significhi. Immaginate di trovarvi voi con la casa danneggiata. La prima cosa che fai è chiamare un tecnico che conosci, di cui ti fidi. E così il tecnico chiamerà una ditta di cui si fida. E invece no, l’impresa di fiducia non può lavorare. In questo modo si ottiene solo di spingere il cittadino a provare ad aggirare le regole, una follia”.
È questa quindi la prima richiesta che Confindustria Fermo avanza al Governo, che sta per varare il nuovo decreto: “Dare modo alle imprese locali di lavorare di farlo in tempi rapidi. Imprese che sono e devono essere iscritte alla white list, a garanzia della propria legalità”. White list a cui si può aderire da pochi giorni anche via telematica, senza dover andare fisicamente in Prefettura a compilare i moduli.
“Non c‘è ripresa se non c’è lavoro. Inutile ricostruire se poi chi vive nei paesi danneggiati dal sisma non ha di che sopravvivere” ribadisce Stefano Violoni. Da qui la proposta. “Le imprese che si adoperano nella ricostruzione, sia privata sia pubblica, dovrebbero avere all’interno un numero di maestranze minimo, 10-20%, residente all’interno del cratere o comunque delle Province colpite. Una proposta che tocca il lato umano, ma che avrebbe ripercussioni sulle imprese, facendo lavorare chi oggi è senza casa e magari sta vivendo sulla costa”.

Giampietro Melchiorri

Il presidente di Confindustria Fermo Giampietro Melchiorri ribasce:“Questo territorio non può ricostruire da solo, con le proprie imprese, quello che è stato danneggiato. Perché sono tutte troppo piccole. Non illudiamoci di essere autosufficienti. E qui c’è un rischio: che le imprese piccole, il nostro tessuto, per lavorare debbano ‘vendersi’ alle grandi imprese che faranno man bassa”. Violini che aggiunge: “Non ci si può nascondere dietro il velo della libera concorrenza. Non c’è ricostruzione senza ripresa dell’attività economica locale. Le Istituzioni devono proteggere e rafforzare il tessuto locale”.

“Nel decreto si parla di Umi, unità minime di intervento. Esempio, un centro storico. In una zona definita non si fa fare una casa a una impresa e quella a fianco a un’altra. Verranno creati blocchi di azione unici, da qui la necessità di Ati, reti di imprese, consorzi e unioni.  Con la Cna da mesi lavoriamo insieme, sono certo che ci muoveremo in comune anche nella ricostruzione. Intanto stiamo organizzando convegni e momenti di approfondimento per la categoria edile. Da questo punto di vista ben venga il tavolo Competitività e Sviluppo Fermano nato in Provincia in cui sono riunite tutte le categorie, datoriali e sindacali” conclude Violoni.


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