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Cineteatro Gigli, manifesti contro il sindaco

mercoledì 8 febbraio 2017 - Ore 16:27
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di Maikol Di Stefano

Non si placa la querelle che vede protagonista l’ex cineteatro Beniamino Gigli, in piazza Garibaldi a Porto Sant’Elpidio. Dopo le diatribe fra maggioranza e opposizione in consiglio comunale, ora è una fetta dei cittadini elpidiensi a schierarsi contro la convezione firmata dal sindaco Nazareno Franchellucci e il privato.

“Basta! Siamo stanchi!”. Inizia così la lettera aperta pubblicata dalla maestra Angela Serafini, la quale da anni si batte per la realizzazione di piazza Garibaldi e che ha fatto tappezzare la città di manifesti che riportano parola per parola ogni singolo punto della lettera. “Ora vogliamo vedere i progetti dettagliati e precisi, del restauro interno ed esterno del cineteatro Beniamino Gigli, così come i progetti di qualsiasi altro intervento vi si voglia eseguire. Vogliamo vedere come vengono sistemati il palcoscenico, il golfo mistico, la cornice con i decori e la scritta ‘Chi vuol essere lieto sia di domani non c’è certezza’. Vogliamo vedere il progetto della piazza da ogni angolazione, secondo le ultime indicazioni della sovraintendenza”.

Parole chiare e forti quelle della Serafini nei confronti del sindaco e di tutta l’amministrazione comunale. Una scena già vista negli anni, dove la stessa Angela Serafini a più riprese, fuori dai banchi del consiglio comunale, si è dimostrata una delle forze d’opposizione più valide dell’intera città. “Vogliamo conoscere il progetto di sistemazione di via Principe Umberto perché, come sempre, l’amministrazione ha convocato solo i commercianti interessati; mentre i cittadini sono all’oscuro di tutto, anche quelli che ci abitano e che subiranno grossi disagi – prosegue Angela Serafini – Siamo stanchi di un’amministrazione sorda che non capisce le vere esigenze della città, che fa accordi scellerati col privato, che sperpera i nostri soldi, che distrugge la piazza e la sua storia, che toglie al centro il suo teatro, che in consiglio comunale chiede di essere rispettata mentre è essa stessa a mancare di rispetto ai cittadini, che non vuole incontrare pubblicamente la gente per costruire insieme una città migliore e soprattutto non impara dagli errori fatti. Voglia sapere. Vogliamo vedere. Vogliamo esserci sempre non solo quando votiamo o paghiamo le tasse. Vogliamo un teatro funzionante in centro”.

 


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