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Lavori e dissesto idrogeologico,
il comitato Ete Vivo
avvia la battaglia legale

venerdì 10 febbraio 2017 - Ore 18:37
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di Paolo Paoletti

Un grido di rabbia e allo stesso tempo una richiesta di giustizia: chi ha sbagliato paghi. Molto partecipata la riunione dei proprietari dei terreni posti lungo la valle dell’Ete Vivo, svoltasi ieri sera al ristorante il Mondo Blu di Monte Giberto. Oltre 30 persone con una rappresentanza del comitato della valle del Tenna, in qualità di osservatori. Presenti anche alcuni tecnici interessati alla problematica dei fiumi, l’avvocato Villeado Craia che da alcuni mesi sta seguendo l’evolversi della situazione con la presenza di alcuni sindaci della vallata
Dopo una lunga ed animata discussione, tenuto conto che la situazione complessiva della vallata che peggiora di giorno in giorno, tutti i presenti hanno riaffermato come: “La distruzione dell’alveo fluviale dell’Ete Vivo ed i danni conseguenti sono da imputare esclusivamente ai lavori effettuati negli anni 2011 e 2012 e alla inerzia delle istituzioni a ciò deputate – comitato che spiega come – i danni riguardano le infrastrutture stradali, i collettori fognari e idrici, gli attraversamenti stradali e le proprietà degli agricoltori frontisti e aumentano ogni giorno. Sono molti gli ettari di terreno portati via (che vanno ad intorbidire l’acqua marina), pianure alluvionali fertilissime, i pozzi e gli impianti per l’irrigazione. Attualmente interi versanti stanno cedendo verso valle. Basta percorrere la strada che conduce al ristorante Mondo Blu, sta franando verso valle, e le fessurazioni del versante che guarda verso nord“.

Comitato Val d’Ete che è quanto mai determinato a far valere la propria posizione: “Lasciamo al buon senso dei non addetti ai lavori per immaginare cosa potrebbe accadere nel caso in cui il versante franasse verso valle ostruendo il corso del fiume! Tutti i presenti, in considerazione dell’inerzia delle istituzioni preposte, hanno conferito mandato al legale di inviare formale diffida alla Regione Marche, alla Provincia di Fermo e al Consorzio di Bonifica affinché si attivino per rimuovere le cause dei continui danni, sempre più gravi e persistenti, e venga elaborato un progetto complessivo di inalveamento al fine di ‘bloccare’ questa assurda e allucinante situazione. Basti dire che un agricoltore presente all’incontro ha dovuto spendere 25 mila euro per l’acquisto e posizionamento di massicciate per proteggere l’abitazione che in questi giorni sarebbe stata distrutta dal fiume”.

Gli agricoltori hanno osservato che: ” Prima dell’anno 2011, quando il fiume era in piena ed esondava, i danni si limitavano alle coltivazioni ed erano di limitata entità rispetto ad oggi che è in corso la distruzione di un patrimonio frutto di secoli di lavoro. I tecnici lavoreranno per predisporre la documentazione necessaria al legale per richiedere al Tribunale Regionale delle Acque un accertamento tecnico preventivo al fine di determinare i responsabili di questa situazione, quantificare i danni attuali e futuri. Questo è solo l’inizio di una battaglia a favore dell’ambiente e per tutelare chi questo ambiente l’ha sempre protetto, custodito ed oggi vede andare in fumo anni di duro lavoro e sacrifici“.


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