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No alla casette, sì a turismo, prodotti di qualità, cultura e spiritualità: Amandola traccia la linea per il futuro dei Sibillini

RICOSTRUZIONE – Le proposte emerse dal convegno di ieri mattina da parte dei numerosi relatori intervenuti
lunedì 13 febbraio 2017 - Ore 18:02
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Progetti concreti per il raggiungimento dell’obiettivo primario dopo il sisma: permettere alle popolazioni colpite di tornare a casa, riappropriandosi della propria vita nel territorio da cui sono state strappate. Questo il tema discusso al convegno organizzato ad Amandola nella mattinata di domenica 12 febbraio dalla Fondazione San Giacomo della Marca, in collaborazione con la Compagnia delle Opere Marche Sud, la Caritas Diocesana di Fermo e COSVIM Group. Edilizia, imprese, scuola, lavoro, turismo, sostegno ai giovani, organizzazione di eventi: tante le strategie proposte da queste associazioni e volte a garantire la ripresa.

Gestire o subire? Questa è stata la scelta che ci siamo trovati a fare – ha affermato Vincenzo Marini Marini Presidente della Fondazione Carisap – e noi abbiamo scelto la prima via”.

Numerosi gli interventi, tra i quali quelli di imprenditori che hanno subito direttamente le conseguenze del sisma. “Dal 24 Agosto ad Ussita tutto si è fermato – ha dichiarato Patrizia Vita proprietaria del B&B la Casa dell’Ortigiana -. Siamo rimasti in pochi, una piccola comunità con un progetto ancora in fase embrionale basato su criteri diversi da quelli applicati in precedenza; l’economia di prima è impossibile non essendoci le strutture ricettive, pertanto si punterà su un turismo giornaliero”.

“Quello che mi ha spinto ad andare avanti nonostante le difficoltà è la passione per il lavoro e per il mio territorio – ha affermato Roberto Di Mulo, proprietario dell’azienda agricola Fattoria Angolo di Paradiso -. Sono piccole realtà come la mia che possono salvaguardare il territorio perché il futuro passa attraverso la zootecnia e i prodotti agroalimentari di qualità”.

Della stessa opinione Lando Siliquini, ideatore del Laboratorio Piceno della dieta mediterranea: “Facciamo che questo sia un momento di svolta. In collaborazione con l’Università di Macerata abbiamo intenzione di attuare un programma che abbracci più fronti, tra cui l’analisi della qualità dei prodotti, una scuola della dieta mediterranea, iniziative contro l’obesità, tutto ciò al fine di valorizzare il nostro stile di vita”.

Tra i vari temi anche quello del turismo religioso. “Dopo la neve del secolo e il terremoto del millennio anche la nostra chiesa del ‘500 non ha resistito, ma sta a noi reagire e non essere succubi – ha detto Padre Gianfranco Priori, rettore del Santuario della Madonna dell’Ambro -. Questo importante luogo di culto sarà tra le prime opere ad essere sistemate perché il turismo religioso cammina di pari passo con la ripresa della società”.

Grande la soddisfazione espressa dal sindaco Adolfo Marinangeli. “Finalmente non ci siamo pianti addosso. Amandola ha combattuto fin da subito e più degli altri, lo dimostra la vicenda Enel. Non solo ci sarà un rimborso per i disagi che molti hanno dovuto subire col blackout, ma l’obiettivo è quello di ottenere una riduzione dei costi dell’energia elettrica oltre che del gas, e Amandola è capofila in questa battaglia”.

E proprio da questa città sono partite idee forti, come quella di adeguare le case del centro storico e acquistare l’invenduto piuttosto che affidarsi all’utilizzo delle cosiddette casette, i cui tempi di arrivo non sono ben definiti e per le quali, a conti fatti, si spenderebbe di più.

Proprio venerdì inoltre è arrivata l’autorizzazione per la realizzazione del museo-laboratorio. “Per Pasqua presso il piano terra dell’ex Collegiata sarà allestito il museo del paesaggio, interamente finanziato dal comune di Legnano che ha donato questo intervento – ha continuato Marinangeli -. Al primo piano avremo invece il deposito delle opere d’arte e al secondo il laboratorio di restauro a porte aperte e la scuola di restauro con master istituito in collaborazione con le Università di Camerino e di Urbino. Questi capolavori saranno visibili su ‘art bonus’, una pagina istituita sul sito www.amandola.eu, dove sarà possibile adottare un’opera attraverso una donazione per riportarla al suo originario splendore. Questo al fine di garantire la massima visibilità e tracciabilità dei fondi, oltre alla possibilità di ammirare gli aggiornamenti dei lavori in corso d’opera”.


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