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Vaccini obbligatori ai bimbi degli asili,
la Commissione Sanità approva

Via libera dell'organo presieduto da Fabrizio Volpini alla proposta di legge che dovrà ora passare in Consiglio. Contraria la 5Stelle Romina Pergolesi: "Lede il fondamentale principio dell’autodeterminazione in materia di salute". Le critiche della Malaigia (Lega Nord): "L'unico obbligo è quello di formare e informare"
giovedì 16 febbraio 2017 - Ore 19:36
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La Commissione Sanità ha approvato oggi pomeriggio la proposta di legge sull’obbligo vaccinale per la frequenza nei nidi d’infanzia e nei centri per l’infanzia pubblici e privati accreditati. “Abbiamo fatto un percorso utile e importante di approfondimento – ha detto il presidente Fabrizio Volpini – ascoltando più voci coinvolte. Forti delle altre esperienze già compiute in Italia e delle stesse indicazioni del Ministero della Sanità, siamo arrivati alla conclusione. Era necessario intervenire visti i dati preoccupanti sul calo delle vaccinazioni nelle Marche. Consegniamo al Consiglio una proposta di legge che è un’assunzione di responsabilità e rappresenta un atto di civiltà da parte dei consiglieri i quali di fronte a un problema di sanità pubblica hanno operato con partecipazione e senza pregiudiziali alla discussione”. La proposta che dovrà ora essere approvata dal Consiglio regionale prevede che l’accesso ai nidi d’infanzia, ai centri per l’infanzia pubblici e privati accreditati, nonché ai servizi sperimentali, sia subordinato all’assolvimento degli obblighi vaccinali stabiliti dalla normativa sanitaria. Per il primo accesso del minore ai servizi indicati, il genitore o chi esercita la potestà genitoriale deve presentare una certificazione attestante l’assolvimento degli obblighi vaccinali rilasciata dalla competente struttura del Servizio sanitario nazionale.

Totalmente contraria alla proposta di legge la consigliera del M5S, Romina Pergolesi, relatrice di minoranza: “Quanto accaduto oggi – ha dichiarato – è un gravissimo episodio. La maggioranza fa passare un testo di legge sull’obbligo delle vaccinazioni per tutti i bambini che si iscrivono ai nidi di infanzia che non promuove assolutamente la corretta profilassi di vaccinazione, così come stabilito invece dalla normativa vigente. Questo dispositivo è inefficace e coercitivo e lede il fondamentale principio dell’autodeterminazione in materia di salute”. Esenti i minori affetti da immunodeficienza congenita o acquisita o da altre patologie che rendano la vaccinazione pericolosa per la salute. L’atto è stato approvato con cinque voti favorevoli della maggioranza (Pd e Udc-Popolari Marche), uno contrario (M5S) e due astenuti (FdI e Lega Nord). La Commissione ha poi approvato con 7 voti favorevoli e 1 astenuto la proposta di regolamento per le sale del commiato che per la loro ubicazione prevede il rispetto del requisito della distanza di 100 metri dalle abitazioni civili.

Immediata anche la presa di posizione della vicepresidente dell’Assemblea, Marzia Malaigia (Lega Nord): “L’unico obbligo accettabile è quello di formare ed informare! Si è concluso oggi in sede di IV Commissione l’iter di analisi della proposta di legge che impone l’obbligo di vaccino a tutti i bambini delle Marche per poter essere regolarmente accettati negli asili nido. La proposta di Legge che passerà ora alla discussione e alla votazione in Aula di Consiglio Regionale, che è stata approvato con 5 voti favorevoli, uno contrario e due astenuti, introduce dunque l’obbligo di
somministrazione dell’antipolio, dell’antidifterica, dell’antitetanica e dell’antiepatite B per la fascia 0-3 anni. La decisione di intraprendere questa iniziativa da parte del PD è sicuramente frutto
della constatazione di come negli ultimi anni il tasso di bambini vaccinati presenti nella regione sia diminuito, scendendo sotto la soglia di sicurezza del 95% (valore indicato dall’OMS). Ma l’obbligatorietà delle vaccinazioni- secondo la vicepresidente Malaigia – non determinerà probabilmente un aumento del tasso di copertura dei vaccini, bensì si potrebbe incorrere nel rischio di alimentare un clima da caccia alle streghe con posizioni oltranziste insostenibili e che aprono la strada a palesi discriminazioni e a soluzioni ‘fai da te'”. La vicepresidente Malaigia, che si è astenuta sull’atto, continua così il suo intervento in Commissione: “Nessuno si è mai sognato di mettere in discussione l’utilità adeguatamente informata e monitorata preventivamente, in itinere e a posteriori dei vaccini; le mia critica riguarda soprattutto il metodo con il quale si vuole portare avanti questa obbligatorietà che non farà altro che allontanare ancor di più quei genitori che oggi, a causa soprattutto della scarsa informazione, continuano a non voler vaccinare i propri figli. La coercizione non è la strada giusta. Ho evidenziato come chi non intenderà vaccinare il proprio bambino ricorrerà ai cosidetti “nidi abusivi”, già esistenti peraltro nel nostro territorio, organizzati da cittadini in case o luoghi di proprietà in maniera assolutamente improvvisata. La realtà esistente educativa per tale fascia di età andrà ad impoverirsi di iscrizioni, con il rischio di perdita di posti di lavoro di educatrici qualificate. Quello che ho ribadito più volte anche in Commissione e che sostengo pervicacemente – continua la Malaigia – è che il potenziamento dell’informazione sui vaccini avrebbe potuto ovviare il ricorrere ad un’imposizione. I genitori hanno diritto di sapere ed essere puntualmente informati e quindi convincerli e non di obbligarli per una sana “promozione” della salute, che è alla base di qualsiasi efficace azione preventiva. Durante le audizioni avute in commissione, sia di associazioni di genitori che di medici di famiglia e pediatri, analizzando le cause che spingono i genitori a non vaccinare i loro figli, spicca la convinzione che “se le vaccinazioni non sono più obbligatorie significa che non sono più necessarie. Il che è sbagliato – afferma la Malaigia – manifestando preoccupazione anche per le malattie considerate minori, che in realtà sono molto pericolose. Sono fermamente convinta che la vaccinazione non sia solo una vicenda personale, ma anche collettiva ed è per questo che ho votato favorevolmente al solo primo articolo della PDL95/16 ( La Regione riconosce come prioritaria la salute della comunità e in particolare quella dei minori. A tal fine tutela e preserva lo stato di salute del minore e di tutto il contesto relazionale con il quale lo stesso entra in contatto fin dai primi anni di vita), ma sostengo che andava prioritariamente avanzata una prospettiva di valorizzazione culturale, elaborando un programma di corretta informazione a tutti coloro che si occupano di infanzia e adolescenza, dai genitori, ai medici, agli insegnanti, agli educatori . Il concetto di promozione attraverso un ottimo piano di comunicazione avrebbe coniugato la responsabilità dell’individuo con quella della comunità che, con le sue istituzioni, garantisce l’esigibilità del diritto universale alla
salute. Ho concluso il mio intervento manifestando la volontà di presentare in Aula alcuni emendamenti tesi a promuovere un efficace e completo piano di comunicazione ed informazione per rendere questa pdl più rispondente al diritto alla salute dei cittadini”.

Vaccini obbligatori ai bimbi degli asili, proposta di legge del Pd

Vaccini obbligatori per l’accesso al nido, “la proposta venga ritirata”


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