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Diego Torresi, ecco la verità
sulla sospensione cautelare per doping
VIDEO INTERVISTA

sabato 25 febbraio 2017 - Ore 10:43
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di Maikol Di Stefano

L’affetto e la stima di tifosi e gente comune, mi ha lasciato davvero senza parole”. C’è amarezza in fondo agli occhi di Diego Torresi, icona del basket  del mondo elpidiense. Capitano della Malloni, idolo della tifoseria organizzata, in quello che a Porto Sant’Elpidio è lo sport principe. Una sospensione cautelare di sessanta giorni per doping. E’ questa l’accusa mossa nei confronti di Diego, 24 anni nato e cresciuto tra le vie della città di cui oggi è la bandiera sportiva.

Un’accusa quella mossa dalla procura federale per un tasso di Efedrina, rilevato nelle urine, pari allo 0,7 su un tasso consentito dello 0,1. Un errore, una svista dello stesso atleta elpidiense, ma allo stesso tempo una grande incomprensione che ha portato alla misura cautelare.

A spiegarlo è lo stesso Torresi. “Tutto è iniziato lo scorso 30 dicembre, quando a causa di un’influenza prolungata mi sono ritrovato a prendere diversi medicinali, al fine di poter curare febbre, raffreddore e quant’altro. Dopo la partita contro Isernia, sono stato convocato per un controllo antidoping insieme ad un compagno di squadra e due atleti della formazione molisana. Senza alcun problema, non avendo nulla da nascondere o altro mi sono messo a disposizione degli addetti. – spiega Torresi – In quell’istante ricordo che mi venne chiesto se avevo assunto droghe, anabolizzanti, o farmaci di qualsiasi genere. Facendo riferimento a quella stessa maledetta influenza, senza problemi ho risposto di aver assunto una moltitudine di farmaci, dei quali nemmeno mi ricordavo il nome di molti. Un controllo naturale, dove alla fine ho firmato i moduli, salutato gli addetti e ripreso la strada di casa senza alcun problema o preoccupazione. Una settimana fa, mentre ero bloccato a causa di un infortunio, mi viene comunicata la sospensione cautelare, per positività all’Efedrina, una sostanza presente in una miriade di farmaci, tra cui l’Argotone”.

E proprio l’inalatore nasale, un medicinale reperibile in farmacia e parafarmacia senza alcun bisogno di ricetta medica, sarebbe la causa della sospensione combinata al capitano azzurro. Un farmaco usato dalla famiglia Torresi da sempre.  

Appurato che nelle mie urine non sono state trovate droghe di alcun genere o anabolizzanti finalizzati a migliorare la mia performance sportiva – conclude lo stesso Torresi – ci tengo a dire che sono a posto con la mia coscienza, e che spero con tutto il cuore che questa vicenda si risolvi il prima possibile nel migliore dei modi.   Il mio ringraziamento va poi alla società, capace di essermi vicina, il cui supporto insieme a quello della gente è per me oggi oro. Domenica c’è per tutti noi, aldilà di questa vicenda, una gara importante da portare a casa. Riempire il palas e trasformarlo nella casa di tutta la città, sarebbe un regalo stupendo per me e per tutti i ragazzi”.


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