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‘Indovina chi viene a cena?’,
i richiedenti asilo alla tavola dei sangiorgesi

mercoledì 1 marzo 2017 - Ore 17:06
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“Dopo il grande successo di “Oltre i confini dell’indifferenza”, che ha visto tra gli ospiti Sandra Magliulo (referente Unhcr) e l’attore Giobbe Covatta – annunciano dallo Sprar – prende avvio da questo mese, l’iniziativa “Indovina chi viene a cena?”, promossa dal progetto Sprar “Sconfinamenti” di Porto San Giorgio, in collaborazione con il Comune di Porto San Giorgio (titolare del progetto) , la Cooperativa “Nuova Ricerca Agenzia Res” e l’ong Cvm (Comunità Volontari per il Mondo) i due enti attuatori di questo progetto partito a giugno 2016 , sul territorio comunale”.
“L’iniziativa – spiega Luca Vagnoni, operatore di “Sconfinamenti” con delega alle iniziative sul territorio e ideatore dell’iniziativa – trae il nome dall’omonimo celebre film del 1967, incentrato sull’amore tra una ragazza bianca americana e uno stimato medico afroamericano, inizialmente contrastato dalle rispettive famiglie, in un’America ancora segnata da anni di odio razziale. ‘Indovina chi viene a cena?’ vedrà una volta al mese, uno dei richiedenti asilo accompagnati da un operatore, a cena a casa di una famiglia sangiorgese. Un solo utente per serata, in maniera che ci sia la possibilità di entrare meglio nelle singole storie, conoscenze e tradizioni che i rifugiati portano con loro. L’occasione della cena, infatti, sarà un modo per scambiarsi, in un clima conviviale, racconti, esperienze, umanità e per riscoprire concretament, che ciò che ci accomuna è più importante di ciò che ci divide. Che è un po’ il senso del bellissimo monologo interpretato da Spencer Tracy alla fine del film stesso, nel momento in cui, incoraggia e approva l’amore tra sua figlia con il dottore afroamericano (Sidney Poitier, nel film). L’iniziativa si concluderà con una serata di festa, in cui saranno i nostri ragazzi e ragazze a cucinare per le famiglie sangiorgesi che li hanno precedentemente invitati. E’ prevista una grande partenza per questo evento che ha raccolto diverse adesioni già solo con il passaparola, e che ha reso entusiasti tutti gli organizzatori: dagli stessi componenti dell’equipe di “Sconfinamenti” (oltre a Vagnoni, il coordinatore Matteo Simoni e gli operatori Nicola Properzi, Silvia Ottaviani, Karidia Fanny e Gelsomina Viscione), alla giunta comunale, in particolare l’assessore alle Politiche Sociali Francesco Gramegna, fino al responsabile per la Res del servizio rifugiati Alessandro Fulimeni e il presidente di Cvm, Paolo Padovani”. “Sono orgoglioso che il progetto in corso – commenta Matteo Simoni, Coordinatore di “Sconfinamenti” – stia raccogliendo, anche attraverso questa specifica iniziativa, i frutti del buon lavoro, svolto sul territorio, che attraverso le varie associazioni, supporta le nostre attività quotidiane”.
Alessandro Fulimeni, responsabile Res dei Progetti Sprar della zona, aggiunge: “Questa iniziativa pone l’accento sulla necessità di riscoprire la “normalità” dell’incontro. La relazione è sempre dirompente nella decostruzione degli stereotipi e dei pregiudizi e nel riconsegnare un nome ed una identità al volto e alla presenza dell’ “altro” e apre la strada ad una interazione feconda per tutti”.
Sulla stessa lunghezza d’onda l’assessore Gramegna: “Ho sposato immediatamente questa iniziativa, intuendone sin da subito la grande potenzialità e i benefici sul piano umano e sociale. Gli ospiti del progetto, hanno la stessa nostra necessità di socializzare e inserirsi nel tessuto sociale. Il contatto diretto con le famiglie della zona, attraverso il clima piacevole e gioioso di una cena, contribuirà a costruire quel dialogo e quel “ponte” tra “noi” e “loro” , ora più che mai necessari, in questa epoca dove si pensa troppo a costruire “muri”e a dividere più che a unire”.
Sulla stessa linea anche Paolo Padovani, presidente Cvm: “Parliamo di una iniziativa di rilievo e di vitale importanza per il nostro territorio e che promuove gli ideali di partecipazione, condivisione e accoglienza, sulla base dei quali il Cvm opera da sempre, attraverso un lavoro di formazione, diffusione delle conoscenze, eventi, progetti e campagne di sensibilizzazione, attuato in maniera costante e instancabile sul territorio, da anni”.
“Il progetto grafico dell’iniziativa – aggiungono dallo Sprar – è stato realizzato dal grande graphic designer Tony Cetta, che ha realizzato anche il logo ufficiale di “Sconfinamenti”. Ricordiamo che il progetto Sprar “Sconfinamenti” prevede l’accoglienza di un massimo di 20 ospiti  (15 uomini e 5 donne) che possono contare su una serie di attività che definiscono dei progetti di autonomia individuale e che partono dall’apprendimento della lingua italiana fino alla formazione professionale e ad azioni volte a facilitare l’inserimento lavorativo. Dei 20 ospiti previsti, attualmente il progetto ne ospita 16 (2 donne somale e 14 ragazzi provenienti da Gambia, Bangladesh, Nigeria, Costa D’Avorio, Mali, Senegal e Guinea) in quattro appartamenti diffusi sul territorio comunale. Le famiglie sangiorgesi che vorranno aderire all’iniziativa e proporsi per partecipare a questo momento di conoscenza e convivialità, potranno mettersi in contatto con gli operatori di “Sconfinamenti” in varie modalità: scrivendo una mail a sprar.portosangiorgio@gmail.com , oppure telefonando ai numeri 3473355801 o 3928873519 oppure contattandoci attraverso la nostra pagina facebook ufficiale “Sconfinamenti Progetto Sprar”.


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