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Agostini contro l’amministrazione:
“la Società operaia
ha ‘peccato’ di lesa maestà”

PORTO SAN GIORGIO - Il capogruppo 100% civico e candidato sindaco: "Invito tutti a compiere un passo indietro, a stipulare questa convenzione, col solo obiettivo di dare sempre maggior dignità all’associazione in sé ed all’erogazione di servizi utili alla cittadinanza. Questo è il mio impegno"
martedì 7 marzo 2017 - Ore 09:12
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Andrea Agostini

“Società operaia? Lesa maestà contro l’amministrazione. Accade in questi giorni – scrive Agostini – un dramma a Porto San Giorgio. Viene convocata un’assemblea pubblica dalla Società operaia per spiegare le difficoltà di relazione con l’amministrazione circa la gestione condivisa del servizio di biblioteca civica (leggi l’articolo). La convenzione che regolava tale attività è scaduta lo scorso giugno e nonostante siano trascorsi già nove mesi, non è stata ancora rinnovata. Il motivo? Semplicemente non è gradito l’attuale direttore, il professor Dimarti, che nel tempo ha chiesto scaffalature per poter catalogare ed ordinare il corposo patrimonio librario della biblioteca. Lo ha fatto prima rivolgendosi al sindaco, poi ribadendo le sue istanze a mezzo stampa. Inoltre ha chiesto, dopo il terremoto, una verifica sulla tenuta sismica dell’edificio, com’è naturale che accada per uno spazio aperto al pubblico. Tutto questo è stato preso non solo come critica, ma come una vera e propria lesa maestà. Con arroganza, con volontà di ingerenza, si sta ricattando la Società operaia. La convenzione non si rinnova perché il direttore non è gradito all’amministrazione.
Io ho vissuto sulla mia pelle critiche, talvolta asprissime dalla Società operaia. Anche all’epoca in cui ero sindaco si chiedevano scaffalature, ma soprattutto ricevetti interventi molto duri circa la gestione cittadina. Ricordo ad esempio un manifesto, nel gennaio 2010, sulle scelte dell’amministrazione Agostini per la piazza oggi Bambinopoli: si parlò di una colata di cemento. E che dire di viale Cavallotti? Fui accusato di voler stravolgerne la natura identitaria e storica. Nonostante quelle critiche, non ho mai pensato di chiedere la testa del professor Luzi, che dirigeva la Società operaia all’epoca, o del professor Loira che dirigeva la biblioteca civica. Mai mi sono permesso ingerenze verso un’associazione che è e deve rimanere libera, come tutte, di esprimere il proprio convincimento e di avanzare legittime richieste per migliorare un servizio pubblico. Invito tutti a compiere un passo indietro, a stipulare questa convenzione, col solo obiettivo di dare sempre maggior dignità all’associazione in sé ed all’erogazione di servizi utili alla cittadinanza. Questo è il mio impegno.


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