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Il rapporto tra ”studio” e
”non vado all’allenamento”

mercoledì 8 marzo 2017 - Ore 15:42
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FERMO – Molti allenatori e istruttori, dal calcio al basket, dal nuoto all’atletica, dal tennis a qualsiasi altro sport, si domandano ogni giorno se ci sia una relazione fondata tra lo studio vero e proprio e la giustificazione:  “Devo studiare perciò non vengo ad allenarmi”.

Sempre più frequentemente i ragazzi di età compresa tra i 15 e i 18 anni decidono di abbandonare l’attività sportiva a causa dei doveri scolastici. Dall’intuizione di un giovane allenatore di una scuola calcio del fermano, si è notato quanto sia incoerente il rapporto tra il numero di presenze totali di ogni “giocatore” e l’esito finale scolastico. Infatti, nei ragazzi in cui la percentuale di presenze è alta, l’esito scolastico è stato positivo, mentre nei soggetti rimandati o bocciati si rileva anche una bassa presenza agli allenamenti. Dunque, questi dati, sembrerebbero dimostrare che non esiste una vera relazione tra le due variabili prese in esame. In alcuni casi, è anche vero che sono i genitori a mettere lo studio davanti ad ogni cosa, persino davanti allo sport, e a non permettere ai ragazzi di divertirsi un paio d’ore, con la conseguenza, poi, che sui libri ci stanno ancor più malvolentieri.

Molti atleti, che hanno superato l’aut aut del dilemma sport o studio, consigliano strategie organizzative da adottare per gestire tempo ed energie. Ecco di seguito alcuni suggerimenti per genitori e ragazzi

 

SFRUTTARE LE ORE “BUCHE”

Anticipando lo studio quando si hanno giornate più leggere, in modo da portarsi avanti e non caricare tutto su un solo giorno, con il rischio di non riuscire né a studiare né ad allenarsi, potrebbe essere la prima soluzione.

 

VICINO E TARDI

Per chi ne avesse la possibilità, scegliere centri o palestre vicino casa e prediligere il tardo pomeriggio per gli allenamenti, in modo da non gravare sullo studio.

 

L’UNIONE FA LA FORZA

Trovare un amico di studio avendo così il modo di confrontarsi su dubbi e perplessità, alleggerendo la mole di studio. Se c’è la possibilità, magari fare lo stesso in palestra, trovando un valido compagno.

 

NO STRESS

Integrare le due cose nella quotidianità non deve essere una ulteriore fonte di stress; sarebbe meglio che gli studenti utilizzassero lo sport come sfogo, per dimenticare un brutto voto o una giornata storta, ritrovando motivazione e carica per dare il meglio nelle successive occasioni.

 

DEFINIRE LE PRIORITÀ

Se il quantitativo di studio è elevato e le forze vengono a mancare, è inutile andare in palestra poco concentrati e col rischio, per giunta, di farsi male. In questi casi conviene dare spazio alle priorità come la scuola e recuperare le energie per rendere meglio. La formazione viene prima di tutto.

Leonardo Nevischi

 


© RIPRODUZIONE RISERVATA


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