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Verde Mare, Confindustria Fermo: “Riaprire il campeggio in attesa del processo”

FERMO - La richiesta degli industriali: "Il nostro appello è che in attesa che la giustizia faccia il suo corso il camping possa essere riaperto e fatto lavorare. Nell’interesse pubblico di un territorio già duramente colpito dal terremoto"
giovedì 9 marzo 2017 - Ore 12:59
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“La Giustizia deve fare il suo corso. Attendiamo fiduciosi, ma nel mentre bisogna permettere al camping Verde Mare di lavorare”. È questo l’appello che Confindustria Fermo lancia alle istituzioni.

“Nessuna volontà di entrare nella vicenda giudiziaria – spiega l’associazione di categoria in una nota diffusa alla vigilia della manifestazione annunciata in piazza del Popolo – quello che ci preoccupa è l’enorme danno economico che il territorio sta subendo e subirà con l’arrivo della stagione estiva e la mancanza di flussi turistici. Il camping Verde Mare garantisce al fermano 170mila presenze a stagione. Quello che bisogna comprendere è che la sua chiusura danneggia tutto un mondo, fatto di operai, negozi, attività che vanno dalla costa ai Sibillini. Gli appelli a trovare una soluzione provvisoria fatti recentemente dal sindaco Paolo Calcinaro, dalla Provincia e dalla Regione non possono restare inascoltati. Il titolare Felice Chiesa ha presentato l’istanza per ottenere l’esercizio provvisorio. Speriamo che venga accolta”.

Confindustria Fermo aggiunge: “Sono cinquanta i dipendenti diretti del camping, oltre cento quelli che lavorano all’interno. Non quantificabili invece quelli che con il camping lavorano in ogni angolo del Fermano: outlet, attività commerciali, supermercati, musei e ristoranti, solo per citarne alcuni. Domani (10 marzo) il mondo che ruota attorno al camping Verde Mare si ritroverà a Fermo alle 11 per una manifestazione pacifica che vuole mettere in risalto l’importanza di questa struttura. Ci saranno gli stagionali, incluse quelle 400 famiglie che si ritrovano senza la loro roulotte, sotto sequestro come tutto il camping. Il nostro appello è che in attesa che la giustizia faccia il suo corso il camping possa essere riaperto e fatto lavorare. Nell’interesse pubblico di un territorio già duramente colpito dal terremoto e che ha bisogno di poter contare su una delle sue eccellenze turistiche da 40 anni punto di riferimento per visitatori italiani e stranieri”.


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