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Diventare sommelier nel Fermano

PORTO SAN GIORGIO - I corsi professionali si sviluppano in tre livelli, ognuno composto da quindici lezioni; i relatori, con regolare abilitazione, raccontano il mondo del vino da tutti i punti di vista.
mercoledì 15 marzo 2017 - Ore 19:34
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Nel 2003 a Fermo nasce la delegazione dell’Associazione Italiana Sommelier. La sezione territoriale ha tra gli obiettivi la formazione professionale del personale addetto al servizio del vino nei locali pubblici e con esso tutti i giovani che hanno voglia di cimentarsi nell’affascinante e difficile mondo della ristorazione.

La capillare attività di formazione si sviluppa nell’organizzazione di corsi di formazione professionale riconosciuti a livello europeo dalle associazioni di categoria. Fattiva è la collaborazione che nel corso degli anni si è sviluppata tra la delegazione AIS di Fermo e i locali istituti professionali alberghieri, quali il Tarantelli di Sant’Elpidio a Mare e l’Einaudi di Porto Sant’Elpidio, ora raggruppati nel Polo Carlo Urbani.

Tanti sono i successi ottenuti dagli allievi degli istituti alberghieri che nel corso della loro vita scolastica hanno frequentato i corsi professionali organizzati dall’AIS Fermo. Per ricordarne qualcuno: Andrea Leoni di Monte Urano (miglior sommelier Junior 2004), Marco Cinquantini di Montegranaro (MSJ 2006), Marta Trobbiani di Sant’Elpidio a Mare, Beatrice di Giulio di Fermo (MSJ 2008), Chiara Salvesi di Grottazzolina (MSJ 2009), Alessia Concetti ancora di Grottazzolina (MSJ 2010) e lo stesso delegato Stefano Isidori di Fermo (Charme Sommelier Marche 2008), tutti  in qualche modo hanno trovato spazio nel mondo professionale.

“Il successo migliore lo abbiamo avuto – afferma il prof. Stefano Isidori del Tarantelli nonché delegato AIS di Fermo – con Giovanni Ripani ex alunno del Tarantelli, sommelier professionista e degustatore d’olio, per due anni Chef Sommelier all’Hotel Ritz di Londra, poi Bastianich a New York ora Sidney. Il più grande orgoglio per un insegnante” conclude il docente.

E proprio di Giovanni Ripani Cronache Fermane ha raccontato la storia poche settimane fa (leggi articolo).

Questi sono i motivi che spingono sempre più l’Associazione Italiana Sommelier ad organizzare i corsi di formazione, sia per appassionati che vanno alla ricerca di una migliore qualità della vita  selezionando cibo e buon vino ma soprattutto per i giovani ragazzi, alberghiero o no, che vogliano apprendere una professione che, sempre più, dà opportunità lavorative.

I corsi professionali si sviluppano in tre livelli, ognuno composto da quindici lezioni; i relatori, con regolare abilitazione, raccontano il mondo del vino da tutti i punti di vista: tecnica di degustazione e produzioni vitivinicole, legislazione ed enografia nazionale e mondiale, servizio e abbinamento cibo vino, birra e distillati e tutto ciò che concerne l’enogastronomia in genere.

Compito dell’Associazione è anche quello di sostenere i produttori con attività promozionali avendo come obiettivo quello di far conoscere i vini a un più ampio numero di persone, presentandoli con le competenze che sono proprie dei sommelier. È il lavoro che la delegazione di Fermo ha svolto nella scorsa edizione di Tipicità, portando sul palco le eccellenze Fermane, le graziose tonalità rosse delle Donne del Vino e la grandezza del Verdicchio e del Turbiana, vitigni similari in un gemellaggio conoscitivo.

Ecco quindi i motivi che hanno spinto l’AIS Fermo ad organizzare il primo livello del corso che inizierà il prossimo 29 marzo presso il Best Western David Palace Hotel di Porto San Giorgio con orario serale alle 20:30, quindici lezioni per diventare un professionista.

 

 


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