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Massa Fermana e i “Natali”
del primo sindaco donna d’Italia

MASSA FERMANA – Forse non tutti sanno che il primo sindaco donna d’Italia è stato eletto nel Fermano, esattamente in un piccolo borgo della media valle del Tenna noto per la lavorazione dei cappelli
giovedì 16 marzo 2017 - Ore 12:50
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di Alessandro Giacopetti

Passeggiando lungo il corso del paese, a pochi metri dalla chiesa dei santi Lorenzo e Silvestro, da mesi inagibile per i danni derivanti dal sisma dello scorso agosto, si incontra una targa che recita: “casa natale di Ada Natali, 1898 – 1990, prima donna sindaco d’Italia, perseguitata politica, partigiana decorata, parlamentare della Repubblica”. Era il 24 marzo 1946 quando Ada Natali venne eletta sindaco di Massa Fermana rimanendo in carica fino al 1958. Nel 1948 è stata anche eletta parlamentare alla Camera dei Deputati per il Fronte Popolare (PSI-PCI) ricoprendo entrambi i ruoli. Lo scorso anno, in occasione dei 25 anni dalla scomparsa, Laura Boldrini, presidente della Camera dei Deputati, ha fatto visita a Massa Fermana, partendo da un omaggio floreale alla tomba nel cimitero del borgo per poi spostarsi nella sala Consiliare per una conferenza. Era il 30 gennaio del 2016 e in quell’occasione è stata scoperta la targa, che la ricorda, accanto all’attuale civico numero 38, la porta della casa che l’ha vista nascere il 5 marzo 1898.
Figlia di Giuseppe Natali, già sindaco anche lui di Massa Fermana, a 18 anni ha ottenuto il diploma magistrale e poi la laurea in Giurisprudenza. La maestra Ada, così la chiamavano in paese, ha insegnato non solo a Massa ma anche in altri territori. Dopo che nel 1922 le squadracce fasciste picchiarono il padre, subì il confino prima a Montemonaco e poi a Roccafluvone (AP), venendo poi trasferita a Loro Piceno (MC). “Ancora oggi, alcuni contadini di Roccafluvione e Loro Piceno ne ricordano il rapporto umano attraverso il quale la maestra Ada ha insegnato loro a scrivere – spiega l’attuale sindaco del comune che oggi conta poco meno di mille abitanti, Gilberto Caraceni -. Partigiana decorata con croce d’argento, nel 1946 da sindaco, organizzò per la prima volta le colonie estive a Massa Fermana, che era soprattutto un modo per dare un piatto di minestra calda ai bambini. E’ stata la prima a battersi per i diritti degli operaie soprattutto delle donne nelle fabbriche del cappello dell’attuale distretto. Ritiratasi a vita privata morì il 27 aprile 1990 ed è oggi sepolta Massa Fermana”. Lo stesso sindaco Caraceni, l’ha conosciuta personalmente e la ricorda soprattutto per la forza dei suoi valori quali il rispetto, la vicinanza alla gente e l’onestà.


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