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Restauro della ‘casetta della Madonna’,
sorprese a non finire,
prossimo obiettivo il Crocifisso ligneo

MONTEGRANARO - Arkeo: "La rimozione dei vari strati di sedimenti e di materiale posticcio ha svelato un manufatto artistico di grandissimo pregio. Presentata all’assessore alla Cultura, Giacomo Beverati, la proposta di restauro del Crocifisso"
giovedì 16 marzo 2017 - Ore 16:51
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Continua l’ impegno di Arkeo profuso per il recupero delle opere artistiche di Montegranaro dopo il recupero del sacello lauretano la cui opera di restauro è stata completamente realizzata dal restauratore Marco Salusti con la supervisione dello storico dell’arte Claudio Maggini e verrà restituita alla sua sede naturale nella chiesa dei Santissimi Filippo e Giacomo il 17 aprile prossimo alle  18, lunedì di Pasqua, con una cerimonia solenne e, a seguire, una messa accompagnata dai canti gregoriani del coro Crypta Canonicorum. La “casetta della Madonna”, durante il restauro, ha rivelato sorprese a non finire, particolari insospettabili nascosti dal tempo e da tentativi maldestri di restauro effettuati in passato. La rimozione dei vari strati di sedimenti e di materiale posticcio ha riportato alla luce fregi e decori di cui si ignorava l’esistenza, svelando un manufatto artistico di grandissimo pregio che, seppure piuttosto tardo, rappresenta un magnifico esempio di quest’arte diffusa nelle Marche nel periodo a cavallo tra il ‘600 e il ‘700. Appena concluso questo importante recupero l’interesse dell’associazione Arkeo si è focalizzato sul crocefisso ligneo del cimitero. Dopo l’allarme lanciato dall’associazione, è stata presentata all’assessore alla Cultura, Giacomo Beverati, in un incontro tenutosi in Comune alla presenza dell’ingegner Frati, del presidente di Arkeo, Graziella Marziali e dei consiglieri di Arkeo Lina Raparo e Luca Craia, la proposta di restauro del Crocifisso che giace presso la cappella secondaria cimitero di Montegranaro. Il restauro sarà finanziato da un’azienda montegranarese che si farà carico dell’intera spesa.

Luca Craia ci parla dell’opera e della sua importanza: “Il Crocifisso, con croce in legno e scultura il cartapesta, è fortemente danneggiato dal tempo e dalle intemperie e richiede interventi urgenti. Da una prima ricognizione sembrerebbe databile all’800, ma per stabilirlo con certezza occorrerà analizzarlo nel dettaglio in fase di intervento. Il progetto prevede un restauro conservativo, per cui il bene verrà riportato alla sua condizione originale per le parti intatte, mentre per quelle perdute si applicherà un’azione di consolidamento”. Anche il restauro di questa opera sarà affidato a Salusti nel quale Arkeo ripone piena fiducia per la sua professionalità, autore di diversi restauri commissionatigli da Arkeo.
Loredano Zengarini


© RIPRODUZIONE RISERVATA


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