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Un nuovo progetto per il Pd,
aperto ai giovani:
Concetti si schiera con Renzi

POLITICA – Il vice sindaco di Pedaso si schiera con l'ex segretario e lancia un appello alle nuove generazioni
giovedì 16 marzo 2017 - Ore 14:09
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Anche Paolo Concetti, vice sindaco del Comune di Pedaso, si schiera con Matteo Renzi nella corsa alla segreteria del Partito Democratico.

“Il Pd sta attraversando indubbiamente un periodo difficile – dichiara Concetti – ma proprio per questo motivo oggi più che mai è necessario non disperdere le energie e le forze che hanno caratterizzato il periodo precedente. Credo e sono convinto del fatto che ci sia bisogno nella società civile di ripartire tutti insieme per un nuovo progetto”.

Sempre più fondamentale, aggiunge, sarà dare spazio alle nuove generazioni. “Spesso a livello nazionale e anche nei territori assistiamo al finto tentativo di dare spazio ai giovani, invece è necessario dare realmente spazio e sostenere l’entusiasmo ed il coraggio di nuove energie. Ripartire è sempre difficile, ma mai come oggi è necessario farlo, per questo motivo ho deciso di aderire al comitato Provincia di Fermo per Matteo Renzi, recentemente costituito, e ho deciso di firmare il documento a livello nazionale a sostegno della candidatura di Renzi con oltre 500 sostenitori in tutta Italia”.

E propri ai giovani lancia un appello per “impegnarsi direttamente, in politica, nelle associazioni, nella vita sociale della propria città per cercare di cambiare le cose e migliorare la situazione attuale”.

Concetti mette un freno a ritorsioni e personalismi. “E’ il momento di appassionarci, ancora di più, ad un progetto nuovo che può risultare decisivo per il futuro del Paese, lontano dai populismi e dai catastrofismi di chi quasi si augura che tutto vada sempre peggio. È una sfida ancora da vincere, quella di rilanciare l’Italia, a cui in questo Congresso dobbiamo dedicare tutte le nostre energie, nella consapevolezza che la costruzione del Pd come partito popolare, capace di raccogliere, sintetizzare e rinnovare le grandi culture politiche dell’Italia democratica. Tornare indietro rispetto a questo approdo, rievocando vecchie parole e identità politiche dei decenni passati, è una scelta priva di ragione e destinata al fallimento. È un passato che ha avuto naturalmente anche le sue pagine luminose, ma che non rimpiangiamo”.

Infine, l’Europa e il suo destino. “Di fronte alle sfide interne ed internazionali che mettono in discussione il futuro dell’Europa e il destino dell’Italia, non dobbiamo smarrire la nostra carica innovativa, di ispirazione riformista. Occorre costruire un nuovo percorso, riconnetterlo inscindibilmente con le aspettative della società: non è una sfida di singoli, serve l’impegno di tutta una squadra e soprattutto una grande capacità di ascolto e dialogo. C’è una domanda enorme di buona politica, là fuori”.


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