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Alice e il cyberbullismo,
al Teatro dell’Aquila
un viaggio emotivo dentro il dolore

venerdì 17 marzo 2017 - Ore 08:45
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L’Associazione Ex Allievi ITI Montani, al fine di creare un momento di riflessione sul problema del bullismo e del cyber bullismo, ha organizzato per i ragazzi delle prime classi dell’Istituto Tecnico e Tecnologico “Montani” lo spettacolo “#dodicidue” condotto dal giornalista e scrittore Luca Pagliari.

L’appuntamento è per martedì 21 marzo, alle ore 9.30 al Teatro dell’Aquila di Fermo. All’incontro sono stati invitati il sindaco Paolo Calcinaro, il prefetto Mara Di Lullo, il vicequestore Leo Sciamanna, il comandante della Compagnia Carabinieri di Fermo Roland Peluso ed il comandante della Compagnia Guardia di Finanza di Fermo Mauro Bernardino Crescenzi.

Il titolo #dodicidue rappresenta una data. Quella in cui Alice, studentessa sedicenne, il 2 febbraio 2016, dopo aver assistito in teatro a Sassari ad un incontro sul cyberbullismo, decise di scrivere a Luca Pagliari, il giornalista che aveva condotto l’evento.

La struttura del format #dodicidue prevede una continua interazione tra le parole di Luca Pagliari e la proiezione suddivisa in tre capitoli di un docufilm, intitolato appunto #dodicidue.

Il silenzio

Dove si raccontano la rabbia e il disagio di Alice, vessata da un gruppo di adolescenti. Alice riesce a mascherare il suo disagio ed evita accuratamente di condividerlo con altri. La sua rabbia è spesso feroce. Porte spaccate, autolesionismo e soprattutto silenzio. La mamma che le è comunque vicina non riesce a intercettare i motivi di quel forte disagio.

#dodicidue

Alice, dopo aver assistito ad un incontro sul cyberbullismo, scrive a quel giornalista sconosciuto una lunga lettera attraverso la quale, in maniera circostanziata, descrive minuziosamente anni di vessazioni. Luca Pagliari la convince a confidare tutto alla mamma, lei alla fine accetta il consiglio e per Alice inizia una nuova vita. Finalmente libera da quel fardello di dolore, ritrova il sorriso e ricostruisce un rapporto vero con la famiglia ed i compagni. Addirittura, a distanza di un anno, sale sul palcoscenico di un teatro riminese, e racconta la sua vicenda ad oltre mille studenti.

Libertà.

Il capitolo finale è dedicato alla libertà ritrovata da Alice ed alla sua nuova dimensione. Il film si conclude con una poesia scritta da Alice nel suo periodo buio. Un testo forte ed emozionante.

Luca Pagliari

Tra un capitolo e l’altro del film, Luca Pagliari “conduce” la platea dentro la storia di Alice, sottolineandone i molteplici aspetti. Un viaggio nel buio che alla fine approda alla luce solo grazie al desiderio di Alice di parlare, aprirsi e dare sfogo a quelle rabbia che aveva coltivato internamente per anni. Solo condividendo il dolore e denunciando i nostri persecutori, è possibile sconfiggere i mostri. Attraverso le parole di Alice, della mamma e di un insegnante, il senso della condivisione diviene un qualcosa di reale e palpabile.

Complessivamente il format ha una durata di circa 60 minuti. Per come è strutturato, #dodicidue fornisce un esempio concreto di comunicazione innovativa. Mai retorico o banale, riesce a toccare corde profonde e ad entrare in sintonia totale con la platea.

Non esistono prediche, consigli o esperti. Ai ragazzi viene proposto un viaggio emotivo dentro il dolore. La soluzione è la stessa Alice a trovarla, scoprendola quasi casualmente all’interno di un teatro, il dodici – due – 2016.


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