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Reinvento la mia vita,
senza abbandonare le origini”
apre l’Eden di Visso

sabato 18 marzo 2017 - Ore 10:31
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di Maikol Di Stefano

L’Eden di Visso, questo è il titolo con il quale si potrebbe andare a raccontare la storia di Patrizia Serfaustini. Fino allo scorso 26 ottobre semplicemente una commerciante con l’interesse per la politica e la propria città, Visso, di cui è l’assessore al turismo. Una vita stravolta, cambiata totalmente dopo il terremoto che proprio sul fine dello scorso anno ha stravolto le vite di tanti marchigiani. Una ‘rivoluzione’ quella di Patrizia iniziata ancora prima, già con la scossa di Amatrice del 24 agosto.

Mi sono ritrovata già dopo il primo grande sisma, ad avere casa e negozio inagibili. Mi sono arrangiata per alcune settimane, dormendo in auto, trovando ospitalità. Alla fine ho preso un altro appartamento e un altro locale commerciale in affitto, ma tutto si è spento definitivamente il 26 ottobre quando tutto è crollato”. In quel momento la vita della commerciante, così come quella di tutto il popolo dei sibillini, improvvisamente è cambiato. L’arrivo nella serata del 29 ottobre a Porto Sant’Elpidio, nel centro smistamento e accoglienza dell’Holiday. 

“I calcinacci delle case crollate tra i capelli – racconta Patrizia –  Un cambio di vestiti, prestato da un’amica. Ero stravolta come tutti gli altri”. Un incubo senza fine, il primo risveglio sulla costa sancito dalla scossa del 30 ottobre che ha definitivamente raso al suolo speranze e abitazioni di Visso, Ussita e tutte le altre comunità. “I primi due mesi sono stati d’amministratrice, un lavoro incessante per cercare di non far perdere ‘l’identità’ alla nostra gente. Abbiamo riunito tutti i bambini, tra quelli ospitati qui a Porto Sant’Elpidio e quelli a Porto Recanati, riuscendo a farli stare nuovamente insieme negli orari scolastici trovando un appoggio a Loreto – racconta l’assessore al turismo del comune, visibilmente emozionata nel ripercorrere questi mesi di dolore – Io personalmente a Visso avevo un negozio, che si chiamava ‘Eden’, diviso in due parti. Una che vendeva prodotti biologici, l’altra in una merceria con un piccolo laboratorio. Oggi mentre la burocrazia viaggia lenta e la ricostruzione è ancora ferma, io mi sono reinventata una vita. Ho deciso di aprire un negozio qui, in una città dove ho trovato un’accoglienza fantastica. L’ho chiamato ‘L’Eden di Visso’, riproponendo lo stesso format che avevo in paese. Tanto materiale sono riuscita a recuperarlo dal vecchio stabile e portare tutto giù”.

Porto Sant’Elpidio diventata  la nuova casa di Patrizia e di tanti altri inizialmente solo per necessità, oggi si trasforma nella speranza di poter ricominciare. “In città a Visso ci sono gli ‘irriducibili’ una trentina di persone, su 1200 abitanti. Sono gli allevatori che sono rimasti legati alla propria attività e al loro bestiame. – racconta la nuova commerciante del centro elpidiense – Qui a Porto Sant’Elpidio abbiamo costruito rapporti importanti, amicizie vere. Io ho aperto firmando un contratto di cinque mesi, ma se l’attività andrà bene da garantirmi una vita dignitosa, penso di rimanere. Questo ovviamente senza abbandonare mai Visso”.

Un pensiero continuo quello degli sfollati legato alla propria terra, un ricordo che molti temono essere sciamato invece nella collettività. La sensazione oggi per tanti, quasi tutti, è quella di essere caduti nel dimenticatoio. “Non dimenticatevi di noi, questo è quello che ripeto continuamente alle persone con cui sono in contatto, ho triplicato anche la mia attività sui social proprio per mantenere i riflettori accesi. – spiega Patrizia – Noi nella disgrazia, siamo stati fortunati a non avere vittime. Ovviamente dove non ci sono i morti, tanti media sono disinteressati, tenendo la luce accesa sulle comunità dove la gente oltre che un tetto ha perso anche la vita. Ora per Visso c’è solo la speranza di ripartire, le prime casette che arriveranno saranno assegnate alle famiglie con bambini, perché la nostra scuola è integra e la volontà è quella di ripartire da lì, dal futuro della nostra comunità. C’è la voglia di tornare a casa ovviamente, ma alcuni sono ancora demoralizzati”.


© RIPRODUZIONE RISERVATA


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3 commenti

  1. 1
    Stefania Ciurlanti via Facebook il 18 marzo 2017 alle 11:09

    Buona fortuna 🍀 verrò a trovarti!!

  2. 2
    Gianluca Mecozzi il 18 marzo 2017 alle 14:20

    Complimenti e in bocca al lupo!!!!!

  3. 3
    Paola Eleuteri via Facebook il 18 marzo 2017 alle 14:53

    Brava,coraggio e buona fortuna ne abbiamo tutti tanto bisogno

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