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La rabbia degli agricoltori della Valdete: “Le istituzioni non ci rispondono, trattori pronti ad occupare altre piazze”

VALDETE - Gli agricoltori consegneranno una stima dei danni subiti per consentire al legale di avviare il contenzioso giudiziario finalizzato a richiedere al Tribunale Regionale delle Acque un accertamento tecnico preventivo dal quale risulti la causa e l’ammontare dei danni subiti
mercoledì 22 marzo 2017 - Ore 10:46
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Silenzio. Nessuna risposta da parte della Provincia di Fermo, Regione e consorzio.  Si è tenuta il giorno 20 marzo alle ore 21.30 la riunione del Comitato Agricoltori della Valdete danneggiati dalle acque a seguito dei lavori dell’amministrazione Provinciale di Fermo. Alla riunione erano presenti anche i tecnici e l’avvocato che segue il comitato. “Quest’ultimo – spiegano i componenti del comitato –  ha aggiornato sull’esito della diffida inviata alle istituzioni Regione, Provincia, Comuni e Consorzio per il risarcimento dei danni e per sollecitare la realizzazione dei lavori necessari per mettere in sicurezza il territorio. Non c’è stata risposta se non da parte del Comune di Fermo che ha comunicato l’incompetenza ad intervenire. Più fruttuoso l’intervento di protesta in occasione della Tirreno-Adriatico perché c’è stato l’interessamento del sindaco di Fermo attraverso una lettera di sollecito alla Regione Marche per promuovere un incontro”.
“Naturalmente oltre all’azione di sensibilizzazione che andrà comunque avanti – spiegano i componenti del comitato – entro una settimana gli agricoltori consegneranno una stima dei danni subiti per consentire al legale di avviare il contenzioso giudiziario finalizzato a richiedere al Tribunale Regionale delle Acque un accertamento tecnico preventivo dal quale risulti la causa e l’ammontare dei danni subiti” .

Gli agricoltori e i tecnici hanno stigmatizzato il disinteresse generale delle istituzioni nei confronti di un problema che non riguarda solo le proprietà private ma la sicurezza idraulica di un intero territorio e la funzione ambientale, turistica e ricreativa dell’ambito fluviale. “Oggi è praticamente impossibile poter percorrere anche solo a piedi l’asta fluviale – spiegano gli agricoltori – Alcune imprese agricole non hanno più l’accesso ai fondi o ai fabbricati rurali.
Ove ancora non fosse adeguatamente chiaro, ci troviamo solo all’inizio di una protesta civile e di un contenzioso. I trattori, dopo la Tirreno Adriatico, sono pronti per occupare Piazze e piazzali”.


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