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Giornate FAI: la storia di Monteleone narrata dal professor Carlo Verducci

MONTELEONE DI FERMO - Durante la presentazione delle Giornate FAI di Primavera il professor Carlo Verducci ha narrato aspetti storici del paese, dalla torre civica alla chiesa della Misericordia
giovedì 23 marzo 2017 - Ore 14:26
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di Alessandro Giacopetti

Monteleone, assieme a Fermo e Belmonte Piceno sono i tre Comuni che partecipano alle Giornate di Primavera del FAI 2017 in programma sabato 25 e domenica 26 marzo sia al mattino che al pomeriggio. A Monteleone di Fermo saranno aperti la torre civica, il palazzo Comunale con l’archivio storico, la chiesa della Misericordia, quella di San Giovanni e la chiesa di San Marone, il palazzo Pascucci e il palazzo Fabiani Simonelli (quest’ultimo solo per iscritti al FAI).
Durante la presentazione della manifestazione svolta nei giorni scorsi in Camera di Commercio a Fermo, lo storico monteleonese professor Carlo Verducci ha narrato alcuni aspetti storici del paese partendo “dalla torre torre civica, il simbolo di Monteleone, che fu costruita tra il 1099 e il 1119 durante il periodo dell’abate Bernardo III.
Faceva parte di un sistema difensivo posto in essere dall’abate di Farfa che cercava di tutelare la propria signoria nel territorio Piceno da signori laici come i Mainardi, ma anche dal vescovo di fermo che lentamente stata rosicchiando possedimenti farfensi. La torre di Monteleone rientra quindi in questo disegno, – ha aggiunto Carlo Verducci spiegando che – era diversa da come la vediamo oggi perché ristrutturata nel tempo, pur avendo mantenuto l’impianto ad esagono irregolare. Dovrebbe essere originale anche la base. E’ stata restaurata e oggi è visitabile al suo interno. Proprio da sabato scorso ospita una mostra d’arte intitolata Incrollabili, diffusa anche al Palazzo Comunale. La torre è un elemento originale del castello, il castrum, che si organizzò attorno al nucleo originale del borgo, composto allora dalla torre, appunto e dalla chiesa attigua. Il palazzo comunale che si trova a pochi metri, invece, è di epoca posteriore”.

Un altro luogo importante aperto, sarà la chiesa della Madonna della Misericordia che ha una storia particolare. “A metà del 1300 torna in Europa la peste, – ha narrato ancora Carlo Verducci – portata da soldati mongoli che assediavano una città del Mar Nero. Nel 1399 ci fu una grande esplosione pestilenziale che partendo dal Piemonte attraversò la penisola, spaventando la popolazione.
A Fermo, scrive il cronista Anton Di Nicolò, nell’autunno del 1399 si diffonde la notizia portata da marinai arrivati dall’oriente, che la città che avrebbe eretto una chiesa di forma circolare alla Madonna della Misericordia sarebbe stata risparmiata. A Fermo – ha raccontato Carlo Verducci – fu realizzata nella notte tra il 31 ottobre e il 1 novembre. Si trovava dove ora c’è l’arco del palazzo comunale, quindi vicino la piazza. Venne poi abbattuta nel 1502 da Oliverotto Euffreducci (Oliverotto da Fermo) che costruì poi il palazzo comunale. Allora ci si recava in pellegrinaggio indossando vesti color bianco. Anche la popolazione di Monteleone realizzò la chiesa anche se non conosciamo la data. E’ di forma circolare e sopra l’altare c’è l’immagine della Madonna della Misericordia che accoglie sotto il velo sia un gruppo di fedeli vestiti di bianco che i cittadini di Monteleone. Nei primi anni del 1500 la chiesa fu ampliata fino ad arrivare all’aspetto attuale. Al suo interno è conservato il ciclo pittorico più esteso che c’è nel Fermano, alcune sono tempere, alcuni sono affreschi fatti in date diverse, alcuni semplici con rappresentazione di santi legati alla tradizione farfense. C’è anche un Giudizio Universale datato 1548 e firmato dall’artista Orfeo Presutti. Ciò – ha concluso il professor Carlo Verducci – mostra Monteleone come un paese piccolo che nella storia ha avuto funzione di frontiera: prima era frontiera amministrata dai farfensi verso i vescovi di Fermo e poi, per Fermo, divenne un presidio nei confronti dei Farfensi. Ma è stato anche un paese ricco perché per riuscire ad attirare l’artista Orfeo Presutti da Parma, significa che allora godeva di una vitalità economica significativa”.


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