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Il tuffo nell’arte di studenti e rifugiati, per abbattere barriere e differenze

venerdì 24 marzo 2017 - Ore 08:29
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di Andrea Braconi

Circa 20 tra studenti e rifugiati, inseriti in progetti Sprar, si sono ritrovati nuovamente all’interno del Liceo Artistico di Fermo per un confronto che, dopo due incontri all’insegna della conoscenza reciproca, li ha portati a tuffarsi – non solo metaforicamente – nell’arte.

A Kade, originaria della Guinea, è stato preso il calco della mano, dal quale poi è stata fatta una scultura. Una serie di altre piccole sculture sono state poi pensate e realizzate insieme, dagli studenti e dagli stessi rifugiati. Per più di due ore i giovani hanno lavorato e chiacchierato insieme, dando una grandissima prova di maturità e di vera integrazione.

“Un momento straordinario – commentano gli studenti – durante il quale ci siamo divertiti insieme abbattendo completamente ogni barriera e ogni differenza, persino di ruolo considerata la presenza di insegnanti ed operatori dello Sprar. Perché l’arte è un linguaggio universale e ad essere straordinario è stato il gusto e il piacere del fare le cose insieme”.

Lunedì prossimo nuovo incontro di un’esperienza che sta portando risultati molto positivi.

“È una grande emozione vedere questo scambio del dare e dell’avere – spiega l’insegnante Giuseppe Buondonno -. Questi allievi non hanno solo dato accoglienza, hanno anche ricevuto accoglienza ed umanità. Ringraziamo la scuola, in particolare il professor Ennio Speranza che ha messo a disposizione la sua capacità e la sua competenza, lavorando con noi”.

 


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