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Cartelle esattoriali per la tassa di bonifica, la rabbia degli agricoltori dell’Ete Vivo, Sos Utenti:
“Organizziamo una class action”

domenica 26 marzo 2017 - Ore 17:39
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Un terreno divorato dal fiume Ete Vivo

 

“Questo fine settimana è stato ricco di novità. Per chi non ha pagato la tassa della bonifica sono arrivate (non a tutti) le cartelle esattoriali-Equitalia. Infatti precedentemente sono stati inviati gli avvisi di pagamento che non potevano essere impugnati perché non rappresentavano un titolo esecutivo”. A darne notizia è Saturnino Di Ruscio come responsabile regionale dell’associazione SOS Utenti.

“Ora, per chi fosse interessato – spiega Di Ruscio –  l’Associazione SOS Utenti, con sede a Fermo in via Candido Augusto Vecchi 25, è disponibile a fornire consulenza gratuita al fine di verificare preliminarmente la legittimità della richiesta. In particolare comunichiamo che l’Associazione sta organizzando una Class-Action per impedire il pagamento di questo balzello. Ricordiamo che oltre a mancare il piano generale di bonifica, propedeutico ad ogni imposizione fiscale, molto spesso i lavori vengono effettuati ‘a chiamata’, senza logica tecnico-economica che tenga conto, nel tempo, degli effetti a monte e a valle dell’intervento stesso e , spesso, con benefici negativi per il contribuente. S’interviene più secondo la logica di accontentare chi protesta anche se l’intervento è inutile”.

Di Ruscio che aggiunge: “Mentre viene redatto il presente comunicato, un imprenditore agricolo della Valdete , della zona a monte del Bar Verde Luna, direzione Ete Caldarette, ci ha inviato le foto allegate. Le foto evidenziano il disastro ambientale e il danno economico e ci chiede perché dovrebbe pagare la tassa bonifica. Ci ha precisato che nell’anno 2011 proprio in quel posto sono state spese ingenti somme per sistemare il fiume e, lungo il corso del fiume, vi era un percorso pedonale di grande pregio ambientale e di valore turistico-ricreativo. Oggi è scomparso anche il percorso pedonale e addio passeggiata. Qualcuno dovrà spiegare pubblicamente perché onesti cittadini, invece di essere risarciti, debbono pagare per avere questi scempi e pagare su un terreno che non c’è più! Qualcuno dovrà spiegare perché chi dovrebbe….non interviene. Sono scomparsi anche gli ambientalisti? Se vivessero in alcune zone del sud Italia una spiegazione la potremmo pure ipotizzare! In attesa che le istituzioni si risveglino dal lungo letargo si comunica che i nostri uffici sono aperti il martedì, giovedì e sabato dalle ore 10.00 alle ore 12.00 presso la nostra sede. Telefono 0734 217292-3200206050″


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