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Folgore Veregra, a Pergola c’è
l’ennesima sconfitta di stagione

ECCELLENZA - Per la giovane compagine già retrocessa di mister Emidio Oddi ecco un nuovo 3 - 0 esterno. La gara dei folgorini è stata comunque gagliarda e ricca di spunti, pesano alcune decisioni del fischietto di giornata e nel merito il timoniere gialloblù non le manda a dire
domenica 26 marzo 2017 - Ore 19:08
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Emidio Oddi, ex calciatore prefessionista, Campione d’Italia con la Roma a metà anni ’80, attuale allenatore della Folgore Veregra

PERGOLA (PU) – Con le reti di Vitali, Gallucci e Chiarotti la Pergolese ha avuto ragione della giovane compagine folgorina, già retrocessa in Promozione, ma non per questo demotivata nel salvare il salvabile in coda alla stagione corrente. A smentire in parte la mole negativa del risultato finale, arrivano gli umori di Emidio Oddi, allenatore gialloblù che mette in risalto la parte di bicchiere mezza piena di suoi. Nel mentre, vanno anche registrate le relative osservazioni del tecnico sulla condotta del Direttore di gara della sfida.

“Oggi abbiamo disputato un’ottima partita, subendo la prima rete del match solo in coda al primo tempo e da calcio d’angolo – l’approccio di Oddi, che prosegue -. Purtroppo loro fisicamente erano superiori a noi e di tanto, ma li abbiamo messi alle corde, giocando veramente bene. Per l’ennesima volta, però, come se già non bastasse la nostra nota situazione, ecco un arbitraggio che mi lascia molto ma molto perplesso, apice di quanto affermo l’episodio del loro raddoppio, maturato su calcio di rigore, concesso alquanto generosamente: l’attaccante locale non è stato toccato da nessuno. Il direttore di gara ha avuto quindi degli atteggiamenti discutibili a nostro avviso. Sul 2 – 0, la partita purtroppo si è chiusa, i miei ragazzi purtroppo hanno buttato giù la testa, subendo anche la terza rete definitiva. Ed ecco di nuovo il fischietto di casa che sul tris locale non ha concesso un penalty stavolta a nostro vantaggio, su Moroni, a tutti noi apparso netto. Pazienza, cosa dire? Dispiace però rilevare che questi signori debbano. per come dire, in metafora, sparare sulla Croce Rossa: ci siamo presentati in dodici, come risaputo nella solita veste di squadra di ragazzini ed abbiamo fatto una partita esemplare nonostante tutto. Non vedo perché dovrebbe essere così assurdo farci provare almeno a pareggiare, con le nostre forze chiaramente e tutelando il giusto, delle partite come quelle in esame dove non abbiamo affatto sfigurato”.

Paolo Gaudenzi


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