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La nuova vita di Samuele e Carla, da Pieve Torina
a Porto Sant’Elpidio

martedì 28 marzo 2017 - Ore 10:29
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di Maikol Di Stefano

‘Non ti scordar di me’ è questo il nome scelto da Samuele Boldrini e Carla Nori per il nuovo capitolo della propria vita. Ristoratori e albergatori da oltre vent’anni, la coppia ha perso tutto dopo il sisma dello scorso ottobre che ha messo in ginocchio il popolo dei Sibillini, tra le comunità più colpite proprio Pieve Torina dove i due avevano un ristorante (La Camilluccia) e Ussita dove invece possedevano un albergo con annessa area ristoro (Monte Bove). “Abbiamo collezionato la bellezza di venti anni nel mondo della ristorazione. Siamo partiti con quella che è stata la nostra prima ‘creatura’ il ristorante di Pieve Torina che era ‘La Camilluccia’, lì ci siamo restato fino a due anni fa, quando poi per motivi familiari e lavorativi abbiamo deciso di lasciare in gestione il locale e salire ad Ussita nell’albergo ristorante ‘Monte Bove’, che gestivano i genitori e la sorella di mia moglie. Due stagione che sono andate benissimo, raccogliendo i plausi e la soddisfazione dei nostri clienti che si sono ritrovati in una cucina votata alla tradizione. – racconta Samuele Boldrini – Poi è arrivato l’impensabile, ci siamo ritrovati col terremoto e l’arrivo presso l’Holiday di Porto Sant’Elpidio”. 

Non si sono pianti addosso Samuele e Carla, che dopo dieci giorni dal sisma hanno subito iniziato a cercare una nuova soluzione di vita. “Siamo partiti con l’intenzione di provare a mettere insieme un progetto per una struttura che sorgesse nell’immediato nuovamente ad Ussita, ma poi non è stato possibile per motivi vari tra cui la burocrazia. – spiega la coppia – Così nel frattempo il primo passo è stato cercare lavoro come dipendenti. Abbiamo avuto la fortuna di incontrare la signora Patrizia, del ristorante ‘Lu Focarò’ di Torre di Palme che ci ha subito dato l’opportunità di tornare a lavorare”. Una ripartenza immediata quella di Samuele e Carla, che però non hanno mai dimenticato i propri clienti che a quanto pare, in questo tempo non hanno mai smesso neanche loro di cercare la coppia e la loro cucina. “In questo periodo tanti clienti ci hanno cercato, questo ci fa piacere perché dà valore al nostro lavoro. – raccontano i due, parlando anche del loro arrivo in città da sfollati – Abbiamo avuto un’accoglienza strepitosa, nel quale ognuno ci ha dato quello che poteva, facendoci sentire il proprio calore”. Ecco perché Samuele e Carla, dopo solo pochi mesi sono sentiti in dovere di tornare nel mondo della ristorazione come gestori di un nuovo ristorante, a pochi passi dal mare fra Porto Sant’Elpidio e Sant’Elpidio a Mare.

Noi vogliamo tornare ad Ussita, nelle nostre terre, ma oggi questo non è possibile così abbiamo deciso di portare le nostre tradizioni qui.  In questi anni abbiamo unito la semplicità e la tradizione della trattoria, all’aspetto visivo nuovo e contemporaneo – raccontano emozionati Carla e Samuele – Il nostro obiettivo è di portare la cucina e i prodotti delle nostre terre. Stiamo cercando contatti con le aziende che erano nostre fornitrici già da lì. Faremo una cucina legata alla carne, ai nostri salumi e formaggi con l’aggiunta del pesce di fiume”.

Un progetto ambizioso, ma che trasmette la voglia di vivere e di tornare “uniti” della coppia. Infatti con loro ci sarà tutto il vecchio staff del Monte Bove, dal pizzaiolo a Pamela sorella di Carla, fino all’esperienza di Sandro e Rosini genitori delle stesse sorelle. Una ripartenza che arriva in una realtà differente da quella sempre conosciuta, ovvero la montagna nella quale Samuele e Carla vorrebbero ritornare il prima possibile. “Il terremoto del 1997 rispetto a questo non è stato nulla, ma nel 2006 noi avevamo ancora dei cantieri aperti. – spiega Carla – L’obiettivo nostro è ritornare su, ma oggi ci è impossibile arrivare nelle nostre strutture figuriamoci lavorare. Purtroppo anche se i sindaci vorrebbero far tanto, dietro sembrano non avere un sistema che li sostenga”. Un pensiero condiviso e spiegato anche da Samuele “In quelle zone il turismo non ci sarà per anni, almeno fino a quando i suoi punti di forza non saranno nuovamente disponibili. Il nostro primo obiettivo sarà sempre rimettere in piedi le strutture che avevamo, ma sicuramente per tre o quattro anni se questa realtà prenderà piede per noi sarà naturale stare qui”. Un ristorante che da questa vicende ha sicuramente preso il nome. “Sherazade sicuramente era un bel nome, ma dopo tutto quello che abbiamo vissuto, ‘Non ti scordar di me’ ci sembrava sicuramente appropriato”.

 


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10 commenti

  1. 1

    Quando sarete pronti!!!! Noi ci siamo !!!!!!!!!

  2. 2

    In bocca al lupo!!!

  3. 3

    Sono già aperti??? Dove?

  4. 4

    complimenti….

  5. 5

    ex sherazade se non sbaglio

  6. 6

    È già operativo come ristorante.si può andare a mangiare?

  7. 7

    Auguri per il nuovo ristorante

  8. 8

    In. Bocca al lupo!!!

  9. 9

    E bravi così si fa non arrendersi mai tantissimi augurii 🍀🍀🍀

  10. 10

    Proveremo sicuro!

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