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Seconda autopsia Nicolai,
nessun segno di violenza sul corpo:
“Colpi all’emitorace sinistro inferti con forza”

giovedì 30 marzo 2017 - Ore 17:02
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L’autopsia è stata fatta questa mattina alla presenza del consulente della famiglia. Il corpo era sotto formalina. La precedente autopsia era stata eseguita correttamente”. Sono le dichiarazioni ufficiali dell’avvocato Igor Giostra, rappresentante dei familiari di Giacomo Nicolai, dopo la seconda autopsia eseguita oggi a Roma. Al momento nessuno si sbilancia e ogni parola viene pesata con attenzione visto che di fatto, le prime notizie che arrivano dall’esame medico, non sciolgono ancora i dubbi sulla morte dello studente 24enne. Per i risultati ufficiali si dovranno attendere 60 giorni.

Igor Giostra

“È stato chiesto – spiega Giostra –  di poter effettuare l’esame del dna sulle unghie”. Secondo i primi esiti non c’erano segni di lesioni che potessero far presupporre azioni violente a danno di Giacomo. I colpi all’emitorace sinistro sembrano inferti con forza. Di fronte a quest’ultimo aspetto il consulente di parte non esclude alcuna ipotesi.

A disporre la seconda autopsia sul corpo di Giacomo Nicolai era  stato il pm di Roma Marcello Monteleone dietro istanza dell’avvocato fermano Igor Giostra rappresentante dei genitori dello studente 24enne. Un esame quanto mai dettagliato e che ha tenuto conto anche del tempo trascorso dalla morte di Giacomo, trovato morto nel suo appartamento di Valencia dieci giorni fa. Ad eseguirlo il professor Giorgio Bolino, dell’Università La Sapienza e la tossicologa Roberta Tittarelli. Con loro anche il professor Piergiorgio Fedeli nominato dalla famiglia Nicolai.

Mentre le autorità spagnole hanno chiuso il caso in 48 ore, al momento il fascicolo della Procura italiana non ha ancora un’ipotesi di reato ben precisa ed è contro ignoti. Il professor Bolino si è riservato 60 giorni di tempo per depositare le proprie conclusioni sull’esito degli esami odierni. Una delle certezze emerse dall’esame di oggi è che la precedente autopsia era stata eseguita correttamente.

La speranza dei genitori di Giacomo, Stefano Nicolai e Erminia Fidanza, è che l’indagine portata avanti dalle autorità italiane possa togliere ogni dubbio su cosa sia realmente accaduto. Giacomo si sarebbe inflitto da solo tre ferito con un coltello dalla lama di 7 centimetri.  Nessun biglietto o messaggio agli amici, per spiegare il perché di quel gesto, nel caso si trattasse davvero di suicidio. Tesi data per certa dalle autorità spagnole ma che ha lasciato sin da subito aperti tanti dubbi tra chi Giacomo lo conosceva bene, partendo da sua madre. Sotto sequestro telefoni e computer del giovane studente Erasmus fermano.   Autorità spagnole che hanno interrogato i due messicani che vivevano con la vittima, un tedesco, e un’amica di Giacomo.

P.P.

 

 


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