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Volontari al lavoro per migliorare il paese: anche questa è integrazione

MONTELPARO - Tutto parte dal concetto di comunità, dal sentirsi parte di una comunità e dalla voglia di migliorare le cose, gratuitamente, mettendo a disposizione ciò che ciascuno ha, a partire dal proprio tempo libero
venerdì 31 marzo 2017 - Ore 18:53
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di Alessandro Giacopetti

In paese oramai li chiamano “i volontari del sabato”. Si tratta un gruppo di residenti a Montelparo, poco meno di mille abitanti in alta valle dell’Aso, che hanno deciso di utilizzare il tempo libero in maniera costruttiva, mettendosi a disposizione delle necessità riscontrate nel borgo. A coordinare il gruppo è Tim Jones, di origine inglese, titolare assieme alla moglie Madeline dell’Hotel Leone situato proprio a Montelparo, ma a farne parte sono anche olandesi, sud africani, nigeriani, e ovviamente montelparesi. Alcuni di loro hanno strutture ricettive nel paese. Tutto è iniziato un mese e mezzo fa, dopo l’ondata di maltempo, con la ripulitura di un’area parcheggio e della relativa recinzione danneggiata dalla grande quantità di neve caduta. Oltre a Tim Jones hanno lavorato Terry e Caroline Banks, Emanuele Capannelli e altri volontari.
“Tutto parte dal concetto di comunità, dal sentirsi parte di una comunità e dalla voglia di migliorare le cose, gratuitamente, mettendo a disposizione ciò che ciascuno ha, a partire dal tempo libero – spiega lo stesso Tim Jones che aggiunge – si tratta di un modo per noi di integrarci ancora di più”. Circa una decina di giorni fa, domenica 19 marzo, i “volontari del sabato” hanno iniziato a montare la staccionata della via che conduce a piazza Cavour. Il gruppo composto in questo caso dallo stesso Jones, Emanuele Capannelli, Mario Pistolesi, Sergio Pagliuca, Gaetano Dorinzi, Alessandro Screpanti, Caroline e Terry Banks è stato poi ospite ad un pranzo organizzato dalla locale associazione Giovanile il Chiostro e dall’Azienda Agricola Gabriele Vitali. Nel fine settimana successivo si sono occupati della ripulitura del giardino vicino alla stessa piazza con sistemazione delle aiuole e della recinzione in legno.
Altro intervento è stato quello che ha permesso il disboscamento dell’area attorno allo storico torrione, chiamato dai montelparesi “lu torrò”, situato lungo la strada che passa attorno all’ex convento di Sant’Agostino, effettuato da Arjan Eleveld, Jane Fortescue, Madeline Jones, Fiona van der Nest e Joseph.
“Sabato 1 aprile – aggiunge Tim Jones – in programma c’è la ripulitura dello storico lavatoio situato vicino alla fonte all’ingresso del paese: Sopra la struttura sono caduti rami e fogliame, quindi è quasi invisibile e inaccessibile. Vogliamo ripulirlo in vista della primavera e dell’estate quando arrivano i turisti affinché si possa visitare. Tra prossimi obiettivi c’è anche quello di rifare la staccionata lungo la circonvallazione che dalla rotonda d’ingresso al paese conduce verso la torre del palazzo comunale. E’ capitato che alcune persone del paese vedendoci lavorare abbiano voluto sostenerci anche con piccoli gesti. Ad esempio una signora che abita vicino all’area verde che abbiamo ripulito ha preparato una torta per ringraziarci. Inoltre una coppia inglese trasferita in California che passa due mesi di vacanza all’anno a Montelparo e negli USA ha un azienda, ha messo a disposizione del materiale che poi altri volontari utilizzeranno”.
Tim e Madeline Jones, che ora gestiscono l’hotel a Montelparo, sono emigrati dall’Inghilterra, prima vivendo 5 anni a Singapore, poi viaggiando attraverso l’Italia. “Abbiamo iniziato dalla Toscana per poi visitare praticamente tutta la penisola, dalla Calabria al Piemonte, finché una nostra amica inglese ci ha consigliato di visitare le Marche. E così abbiamo fatto partendo da Urbino per arrivare ad Ascoli. Nei 4 anni che abbiamo passato in giro per l’Italia non abbiamo mai trovato un posto che ci andasse bene, perché ogni territorio aveva solo una caratteristica: ad esempio la Calabria ha un mare splendido, il Piemonte bellissime montagne, la Toscana ha l’arte, ma niente altro. Arrivati a Montelparo abbiamo deciso di stabilirci qui perché in questo territorio c’è tutto a portata di mano: mare, natura, montagna, arte, musei. Quindi c’è tutto ciò che serve ad una struttura ricettiva. Io sono arrivato nel 2010 – racconta Tim Jones – e un anno dopo è arrivata anche Madeline che doveva finire di svolgere il suo lavoro in quel di Singapore. Circa la metà del gruppo di volontari che stanno operando è composto proprio da persone che gestiscono strutture ricettive montelparesi ma auspichiamo un ampliamento e siamo aperti a tutti coloro che volessero collaborare in qualunque modo. Sarebbe bello poter realizzare un sentiero o percorso turistico con cartelli e indicazioni per collegare i vari punti di interesse del paese, anche quelli oggi poco conosciuti e periferici o situati nelle campagne con la riscoperta dei sentieri utilizzati dai contadini”.


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