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Auto rubate nel Fermano:
scoperta la base, nei guai un 42enne
(IL VIDEO)

martedì 4 aprile 2017 - Ore 11:31
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Il video dei carabinieri nel magazzino di Montesilvano

di Giorgio Fedeli

 

Il capitano Roland Peluso

I carabinieri della compagnia di Fermo, in particolare quelli del nucleo radiomobile, con l’ausilio dei colleghi forestali e del Nor di Pescara, al termine di una meticolosa attività di indagine, hanno scoperto un  sodalizio criminale dedito ai furti di autovetture di pregio perpetrati sulla costa marchigiana-abruzzese. I malviventi, che si servivano di un’autovettura cosiddetta “pulita” per perpetrare i furti, una volta individuate le autovetture di pregio, monitoravano i loro movimenti e alla prima occasione buona, approfittando anche di alcune distrazioni degli stessi proprietari, rubavano le vetture facendo poi perdere le tracce. I carabinieri, nel corso dell’attività investigativa, sono riusciti dapprima ad individuare l’autovettura utilizzata dai ladri e poi, servendosi delle attrezzature tecnologiche a disposizione dell’Arma, i loro conseguenti spostamenti sul territorio, riuscendo così ad identificare uno dei ladri. Si tratta di, G. C., pluripregiudicato di 42 anni residente a Pescara ma originario di Trinitapoli, in provincia di Foggia, autore del furto di una Golf avvenuto a Campiglione nel marzo scorso. Da lì hanno individuato un capannone industriale a Montesilvano utilizzato dal 42enne, insieme a due complici in fase di identificazione, per esercitare in maniera totalmente abusiva un’attività di carrozziere e autoricambi. E dove le auto rubate venivano verosimilmente cannibalizzate e dove si smerciavano anche i relativi pezzi di ricambio. Il soggetto è stato quindi denunciato per furto d’auto, ricettazione e riciclaggio. I carabinieri di Fermo, insieme ai colleghi di Pescara e ai carabinieri forestali di Pescara, ieri notte hanno fatto irruzione nel capannone dove hanno rinvenuto parti di carrozzeria, meccaniche ed elettroniche, di autovetture, tutte proventi di furto. E ancora, motori, centraline di accensione neutre, cofani, sportelli, cambi, autoradio, navigatori satellitari, cerchioni, batterie, gomme, chiavi di accensione di vari marchi, attrezzatura e strumentazione varia. L’intero materiale è stato posto sotto sequestro penale in attesa dell’esatta quantificazione e inventariazione. G. C., invece, oltre alla denuncia per furto aggravato e ricettazione in concorso, è stato anche sanzionato amministrativamente per esercizio abusivo di attività di autoriparazione, con il conseguente sequestro della strumentazione  e l’attrezzatura utilizzate per l’attività illecita. Sono in corso ulteriori indagini per identificare altri membri del sodalizio, nonché per risalire dai singoli pezzi rinvenuti ai veicoli originari e per cercare di dare un nome agli autori dei numerosissimi furti di veicoli (tra i modelli più colpiti le Golf) avvenuti negli ultimi mesi lungo la costa marchigiana e abruzzese, tutti con lo stesso modus operandi.

A riprova di quanto articolata sia stata, e continui con le indagini in corso, ad essere l’operazione dei militari dell’Arma, i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Pescara, in collaborazione con quelli di Montesilvano, hanno oltretutto tratto in arresto, per il reato di furto aggravato in concorso, Giuseppe Carano, il 42enne, originario di Foggia, pluripregiudicato, e Andrea Angelozzi, 29enne, originario di Atri, censurato.

Da sin. Giuseppe Carano e Andrea Angelozzi

I militari in servizio di perlustrazione hanno ricevuto dalla centrale operativa una nota di ricerca di una Volkswagen Golf, segnalata come oggetto di furto appena consumato a Pescara, in viale Pindaro. Le immediate ricerche hanno consentito di individuare poco dopo il veicolo in via Tirino, dove i militari hanno visto due persone che, parcheggiato la Golf, stavano salendo su un’altra macchina: bloccati e immediatamente perquisiti, si è avuta la certezza della loro responsabilità: all’interno della loro Panda, infatti, i carabinieri hanno rinvenuto un borsone contenente un vero arsenale di attrezzi da scasso arnesi e ben 7 centraline per l’avviamento di autovetture, di cui una proprio della Volkswagen Golf. I due malviventi, tratti in arresto nella flagranza del reato di furto aggravato e porto di attrezzi allo scasso, sono stati processati per direttissima e nei loro confronti sono stati disposti gli arresti domiciliari.

Le indagini dei carabinieri, si diceva, proseguono serrate, anche per risalire a eventuali complici o membri del sodalizio criminale. In contemporanea sono scattate le elaborazioni delle matricole dei pezzi di ricambio rinvenuti dai militari. Questo consentirà di risalire alle vetture di appartenenza e, incrociando i dati, capire dove e quando queste ultime siano state rubate. Gli investigatori hanno buoni motivi di credere che molte delle auto da cui sono stati smontati motori e carrozzerie siano state trafugate sulla costa fermana, tra Porto San Giorgio e Porto Sant’Elpidio. 

 

 

 

 


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1 commento

  1. 1
    Antonio Mottola via Facebook il 4 aprile 2017 alle 20:49

    Mi sa che c’è anche la golf di uno che conosciamo

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