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Combattere le barriere per una città più inclusiva, Porto San Giorgio capofila nella sfida di civiltà

mercoledì 5 aprile 2017 - Ore 17:40
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di Paolo Paoletti

Un convegno che non guarda solo chi ha difficoltà motorie ma rivolto a tutte le fasce della cittadinanza: dalle barriere per gli anziani, a quelle dei bambini, fino alle famiglie con passeggini e tanto altro. S’intitola “La Barriere siamo noi” l’appuntamento che vedrà protagonista, domani mattina 6 aprile , a partire dalle 9.30, al teatro comunale di Porto San Giorgio, il mondo delle istituzioni, della scuola, degli addetti ai lavori.

“Un nuovo appuntamento nel percorso culturale per abbattere i limiti architettonici. Un lavoro che ha ispirato la costruzione di molti nuovi spazi di Porto San Giorgio – ha esordito il sindaco Nicola Loira nel corso della conferenza stampa di presentazione – un percorso iniziato nel mio mandato che ha visto un momento centrale nel novembre 2015 al teatro comunale e che oggi vede un nuovo appuntamento  di grande importanza per noi molto significativo in cui la città si apre al territorio”. 

Sindaco Loira che ha accolto Andrea Venuto, giornalista e assessore ai Servizi Sociali del comune di Roma che farà da moderatore all’appuntamento di domani. Tra i relatori anche Giampiero Griffo componente per l’Italia al tavolo della convenzione Onu, Emanuele Frontoni dell’Università Politecnica delle Marche, Roberto Zazzetti presidente della consulta regionale per la disabilità e l’avvocato Angelo Marra che sarà collegato via Skype: “La scorsa volta – spiega Loira – ci aiutò a trattare questa materia con un approccio e una sensibilità diversa, richiamando le istituzioni al loro dovere evitando situazioni di discriminazione passibili di richieste risarcitorie”.

Decisivo per la realizzazione di questo nuovo evento è stata l’associazione Zero Gradini che rappresenta l’anima di questo appuntamento: “Abbiamo lavorato insieme – spiega Loira – un impegno che ha portato anche ad una serie d’interventi concreti su quella che è l’edilizia e la costruzione della città. Un lavoro ispirato alla convenzione Onu alla quale il Comune di Porto San Giorgio ha aderito formalmente, così come Fermo e lo stanno facendo anche gli altri comuni a cui lo abbiamo proposto”.

Sindaco che ha evidenziato come nel corso del convegno di domani:“Toccheremo un aspetto importante, ovvero la rilevanza della convenzione Onu nella ricostruzione post terremoto, anche questa può diventare un’occasione per l’abbattimento delle barriere a la costruzione di città aperte a tutti”.

Non mancherà lo scopo educativo: “Come sempre – conclude Loira – ci rivolgeremo anche alle scuole, per dare uno sguardo all’aspetto politico e etico della questione ma anche quello tecnico e formativo. Invitati anche gli ordini professionali. La nostra speranza e convinzione è quella di contribuire a fare della nostra città e del nostro territorio un posto più civile, accogliente e solidale. Non nascondo che questa è stata una delle nostre più grande soddisfazioni avute in questo mandato. Aver contribuito a creare una cultura nuova e diversa in questa città. Affinché questa direzione di rispetto delle regole e della legalità non si arresti più”.

A portare il suo contributo anche il presidente del consiglio comunale Giuseppe Catalini: “Spero che il convegno sarà il secondo di una lunga serie, al fine di una crescita del nostro senso civico e di una maggiore civiltà nel tempo. Un convegno che cade in un momento particolare, dove c’è il problema della ricostruzione nelle zone terremotate e può essere un’occasione per ricostruire all’insegna dell’abbattimento delle barriere architettoniche. Ieri siamo stati presso i Geometri a Fermo perché una classe ha creato un progetto premiato a livello nazionale per l’abbattimento delle barriere architettoniche al parco della Rimembranza di Fermo. Un segno di speranza. Ci sono nuove generazioni che già cominciano a comprendere il senso civico e il fatto di dover superare le barriere architettoniche”. Presidente Catalini che facendo riferimento alla presenza di Andrea Venuto ha aggiunto: “A Roma la convenzione Onu è stata inserita nello Statuto, e questo fa si nessuno possa fare a meno di rispettare alla lettera ogni suo punto. Sarà un passaggio che nella prossima amministrazione vorremmo poter fare”.

E’ stato poi Pasqualino Virgili, direttore di Zero Gradini per tutti, a prendere la parola: “Ho visto Andrea Venuto in un filmato ed ho pensato che dovesse venire subito qui.  Un grazia particolare, prima ancora che all’amministrazione, voglio farlo alle famiglie. Se alla base di tutto non ci fossero le famiglie, povere persone con disabilità! Un figlio è un dono, quando diventa una grande difficoltà per accudirlo e rimane ancora dono qui c’è la fede e la grandezza della famiglia. Quando vedo una classe e una scuola coinvolti e attivi nell’aderire alle nostre idee non posso che commuovermi. Così come quando vedo crederci l’Ambito Sociale che ha definito questo evento come momento unitario per le associazioni”.

Andrea Venuto si è fatto portavoce della sua esperienza di vita, sia persona che amministrativa: “L’esercizio della conoscenza è il passaggio fondamentale. Nel momento in cui si è appresa la conoscenza del mezzo giuridico, è possibile esercitare quel potere per la collettività che nel futuro trarrà giovamento dal lavoro svolto. Un’amministrazione ha il ruolo di esercizio del potere per il bene dei cittadini. Non dimentichiamo che la convenzione Onu è legge dello Stato, l’Italia l’ha ratificata e quindi bisogna percepirne la forza”.

Venuto che rilancia: “Adesso bisogna fare un passo in più, al di là dello Statuto la convenzione Onu non deve più essere la premessa dagli atti ma la parte integrante di un dispositivo. Non è integrazione ma un dato di fatto. Se rimuovo l’elemento che crea disabilità non si parla più d’integrazione. E’ l’ambiente che costituisce l’impedimento. Sono fondamentali tipologie d’incontro come quella di domani. Speriamo di portare conoscenza senza presunzione. Avete rivoluzionato l’accessibilità di questa città. Ora fate questo passaggio successivo. Nello Statuto mettete il richiamo alla legge di ratifica della convenzione Onu e imprimerete con il fuoco quello che è il documento più alto per un’amministrazione. Da quel momento sarà importante legiferare in maniera inclusiva”.


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