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Dall’Adriatico alla Valdaso rievocando la storia del Circuito del Piceno

MOTORI - Sabato 8 e domenica 9 aprile l’associazione La Manovella del Fermano, che si occupa di motorismo d’epoca, ripropone la rievocazione storica del Circuito del Piceno, giunta alla settima edizione.
mercoledì 5 aprile 2017 - Ore 20:49
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di Alessandro Giacopetti

Sabato 8 e domenica 9 aprile la Manovella del Fermano ripropone la rievocazione storica del Circuito del Piceno. Nella mattinata di sabato alle 8.30 le vetture partiranno da Porto San Giorgio e attraverso la Valdete raggiungeranno prima Ete-Caldarette poi Monterubbiano per sostare a Petritoli. Alle 9.10 ripartenza per attraversare Monte Vidon Combatte, Ortezzano, Montelparo Santa Vittoria in Matenano per arrivare nella località valdasina di Ponte Maglio e giungere a Comunanza. Alle 12.30 è previsto il pranzo a Roccafluvione. Alle 14.30 le vetture ripartiranno per giungere alle 17.30 ad Ascoli Piceno.
Domenica mattina alle 8.30 nuova partenza per attraversare tra l’altro le località di Cossignano, Ripatransone, Massignano, Cupra Marittima, Pedaso e Marina di Altidona prima dell’arrivo previsto attorno alle 12.30 a Porto San Giorgio, in piazza Mentana.
La prima edizione risale al 1948, sulla scia delle grandi competizioni su strada come Mille Miglia e Targa Florio. La volontà era quella di unire in un anello velocistico i percorsi più belli dell’allora provincia di Ascoli Piceno: un mix di rettilinei veloci delle strade statali Adriatica e Salaria, di curve nervose su strade provinciali collinari e di saliscendi repentini dei valichi montani. Ne risultò un circuito su strada aperta di 150 km circa, che attraversava le località di Porto San Giorgio, Fermo, Amandola (non in tutte le edizioni), Comunanza, Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto. Dopo il decreto del Governo Italiano del 1957, che vietava le corse su strada aperta a seguito di un incidente alla Mille Miglia, la manifestazione venne riproposta come gara di regolarità o Rallye (come furono chiamate questa tipologia di gare), col nome appunto, di Rallye del Piceno.
L’organizzazione era a cura della Scuderia Firmum, la quale spostò la partenza a Fermo ed inserì i passaggi a Porto Sant’Elpidio e Sant’Elpidio a Mare. Oltre ai vari controlli orari ed a timbro, la gara prevedeva gà allora una prova speciale su semicerchio nella piazza di Ascoli Piceno. A partire dall’edizione del 1964 il percorso diventò un anello che attraversava le località di Fermo, Petritoli, Monte Vidon Combatte, Monte Rinaldo, Santa Vittoria in Matenano, Grottazzolina, da percorrere tre volte. Si svolse fino alla fine degli anni 60. Tra i partecipanti, spicca l’esordio nel mondo delle corse su strada di un giovanissimo Lodovico Scarfiotti nell’edizione 1952 su Fiat 500C.


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