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“Se il terremoto fosse successo a Pesaro, tutto sarebbe stato diverso”, i 5 Stelle contro Ceriscioli

domenica 9 aprile 2017 - Ore 11:24
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di Maikol Di Stefano

“Se il terremoto fosse successo a Pesaro, tutto sarebbe stato diverso”. E’ duro l’attacco del Movimento 5 Stelle nei confronti della giunta regionale, guidata da Luca Ceriscioli. Parole al vetriolo pronunciate dal consigliere regionale del M5S, Giuseppe Giorgini che sulla situazione terremoto è intervenuto in un incontro a Porto Sant’Elpidio organizzato dai consiglieri comunali della città, Massimo Spina e Marco Fioschini. Incontro al quale non è voluto mancare neanche il candidato sindaco di Civitanova, Stefano Mei.

“Abbiamo visto e notato il disagio avuto dalle persone che alloggiano nelle nostre strutture. Situazioni che derivano dagli obblighi che gli sfollati hanno nel lasciare le strutture e quindi da successivi ricollocamenti in altre realtà alberghiere. Un problema che affligge anche gli albergatori stessi, viste le prenotazioni per la stagione estiva alle porte. – spiega il consigliere elpidiense Marco Fioschini – Immaginate gestire prenotazioni e venir meno all’impegno dei gestori delle strutture ricettive nei confronti dei propri clienti fidelizzati, allo stesso momento pensiamo ai terremotati e capiamo la criticità della situazione che la regione Marche fino ad oggi non ha gestito nel modo più consono. Se all’epoca dei fatti avesse agito in modo adatto, quando la situazione andava definiti oggi non saremo qui”.

Stefano Mei e Giuseppe Giorgini

Una vicinanza quella dei membri del M5S che va ad entrambe le realtà interessate. I terremotati rimasti senza una casa e che in questi mesi, dopo aver perso tutto, si sono ritrovati a ricreare micro comunità all’interno di alberghi e campeggi che si sono resi disponibili per l’ospitalità. Dall’altra parte chi con la stagione estiva alle porte, lavorando sulla costa, si ritrova a dover gestire le prenotazioni dei clienti che proprio in quegli alloggi dovrebbero trovar posto.

“Come movimento siamo sempre in prima linea, lo facciamo adesso perché siamo stati completamente estromessi nella parte iniziale, sia dall’amministrazione di Porto Sant’Elpidio, questo nonostante avessimo dato disponibilità a dare il nostro contributo nella fase iniziale dell’emergenza. – attacca Massimo Spina – Noi siamo stati estromessi, quando gli amministratori si facevano le foto trionfali con le pettorine, ma oggi a denunciare questa cosa senza pettorina ci siamo noi. Mettendoci sia dalla parte dei terremotati che dei gestori che reclamano i propri bisogni. Non siamo qui a mettere contro le due realtà, ma unirle contro l’operato del governo e della regione Marche”.

Una difficoltà reale anche per gli albergatori, come spiega Stefano Mei che oltre alla parte politica, proprio a Civitanova è proprietario dell’Hotel Venus dove dal mese di ottobre ospita trenta sfollati. “Nella provincia di Macerata, siamo stati i primi ad ospitarli. Nel primo mese e mezzo nessuno della nostra categoria ha ricevuto una comunicazione su cosa fare, noi tenevamo degli sfollati senza alcun titolo come poi mi ha detto anche il mio avvocato. – racconta Stefano Mei – Questo ha portato molti albergatori a non dare la disponibilità, non avendo la documentazione. Quello che è stato incredibile è che nel momento in cui la regione si accorge di non avere le casette, manda un questionario dove viene chiesto: “Volete tenere voi gli sfollati?”. Un ‘questionario’ dove però alla fine viene detto che la risposta ha valore giuridico. Questi signori a dicembre e gennaio sapevano che saremmo stati a questo punto, ma invece di chiamare gli albergatori, hanno atteso che noi prendessimo le prenotazioni. Sapete che significa dover mandare via persone di 90 anni? Tutto questo è colpa della regione, incapace di fronteggiare l’emergenza e che non tiene conto del livello umano delle persone. Questa è una guerra fra poveri, scatenata dall’incapacità di chi ci governa”.

Non solo lo spostamento degli sfollati, ma anche lo smaltimento di macerie e rifiuti. Queste le criticità denunciate da Giorgini.

“La situazione è più drammatica di quanto si vede. La regione si occupa dell’emergenza e non della ricostruzione. La realtà è che la giunta regionale ha fatto di tutto per nascondere le criticità, ma il problema principale è che qui i soldi non ci sono. Non arrivavano i soldi dalla stato e noi abbiamo dovuto fare un decreto regionale, di 30.000.000 di euro per poter pagare gli albergatori. Le attività produttive sono morte, nel territorio tutto è disastrato, così come il problema è delle macerie, dove ci sono migliaia di rifiuti fatti di amianto che era presente nelle vecchie tubazioni e in altre parte strutturale nascoste che i crolli hanno fatto emergere. Tonnellate che devono essere smaltite, ma i cui appalti sono stati tutti impugnati al Tar dato che lì non si vede chiara la situazione. – spiega il consigliere regionale, prima di spostare il discorso sugli sfollati –  Le casette sono arrivate in ritardo perché hanno aspettato che il governo facesse un decreto per gli appartamenti ai terremotati. Una proposta di legge dove le case venivano comprate esclusivamente da banche o aziende che lavorano nell’edilizia per poi essere date in comodato d’uso con l’autonoma collocazione, e poi riprenderle nel momento della ricostruzione delle vecchie abitazioni. Il signor Moreno Pieroni ha negato anche l’elenco degli alberghi che ospitavano i terremotati, quello che stanno facendo è una vergogna. Sono solo commercianti della politica. Se il terremoto fosse successo a Pesaro, tutto sarebbe stato diverso”.


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