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Fermana, il saluto di Vittorio Pietracci:
”Presente con il cuore, orgoglioso di voi”

IL PERSONAGGIO - Alla vigilia del ritorno nei prof dei canarini arriva il saluto di un vecchio tifoso gialloblù lontano da Fermo che iniziò la carriera giornalistica proprio con le cronache sulla squadra che non riesce a dimenticare
martedì 11 aprile 2017 - Ore 19:06
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FERMO – La promozione della Fermana in Lega Pro (o in serie C per i nostalgici) fa sentire orgogliosi della fermanità e di essere vecchi tifosi gialloblù anche i fermani lontani dalla propria città.

Colpisce un messaggio di Vittorio Pietracci che attraverso Facebook condivide i suoi ricordi di cronista di oltre 30 anni fa, prima con La Diligenza e con Radio Città Campagna, poi con Radio Orizzonte. Quando non esistevano i telefoni cellulari e nemmeno ancora i radiotelefoni (o cordless come si dice oggi), pur di far sapere cosa faceva la Fermana la domenica in posti remoti e che a volte si faceva fatica a trovare sulla carta geografica, la radiocronaca in diretta la dovevi fare anche dal tetto di una casa di campagna vicina al campo sportivo. Erano i tempi di Menabreaz, di Petrelli e di Bonaldi.

La Gazzetta di Longarini (che fu anche sponsor della Fermana) ha segnato per Vittorio il passaggio al giornalismo professionistico che da molti anni esercita a Rimini e che lo ha costretto a smettere di seguire la Fermana in prima persona proprio all’inizio della grande scalata al professionismo di 20 anni fa.

Sempre lontano ma vicino col cuore: “Chi mi conosce sa quanto Fermo e la Fermana siano con me sempre anche dopo aver lasciato da più di vent’anni la mia città natale e la mia squadra del cuore. Ero a Perugia quando si salì in B, oggi sono in Romagna mentre si sta per tornare tra i prof. Sono cresciuto con la Fermana, i primi articoli, le radiocronache ovunque per Radio Orizzonte, la gioventù tra Pizzi, Pisano, Muiesan, Menabreaz, Piloni, lo spareggio col Canosa, quel pazzo di Capone, bomber Bonaldi, Pierleoni, Protti, Alessandrini e via via fino ad oggi. La maglia col numero 7 di Marino è come se fosse nuova nel mio museo dei ricordi. Non si dimentica il passato, mai. Anche se è semplice, colmo di amici che non vedo più, dietro ad un pallone che rotola, a colleghi indimenticabili come Mario, Aureliano, Mauro, Daniele, Paolo, Mimo. Quante emozioni. Giovedì non potrò esserci, ma come ho fatto sempre sarò lì. Voi con la voce io con il cuore. Canarini forever. Bentornata Fermana, un abbraccio forte alla Duomo e a tutti i protagonisti di oggi. Sono orgoglioso di voi».

Paolo Bartolomei

Albertosi, portiere della Nazionale negli anni ’60, intervistato da Vittorio Pietracci nel 1983 quando militava nell’Elpidiense


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