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“Eri un politico che amava la gente e i cantautori”: Monaldi nel ricordo del figlio di Pierangelo Bertoli

mercoledì 12 aprile 2017 - Ore 19:12
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di Andrea Braconi

“Buon giorno caro amico, qui e’ l’ultimo sindaco comunista d’Italia che ti parla”. Sono le parole di Guido Monaldi, l’ex sindaco di Pedaso scomparso nella giornata di ieri; parole che aprono il messaggio di Alberto Bertoli, figlio del compianto cantautore al quale lo stesso Monaldi aveva dedicato uno dei sottopassi della città costiera.

Un messaggio inviato da Alberto a Paolo Concetti, attuale vice sindaco di Pedaso, che avrebbe dovuto leggerlo in occasione del funerale tenutosi poche ore fa. Poi le voci di una delle figlie di Monaldi, di una nipote, dei suoi ex colleghi di lavoro e del fratello hanno liberato tutta l’emozione possibile per un addio inatteso. E allora abbiamo chiesto a Concetti di permetterci la pubblicazione di questo messaggio, profondo e al tempo stesso pregno di un’amicizia che lo stesso Monaldi era capace di conquistare con la sua spontaneità.

“Le chiamate di Guido Monaldi – scrive Alberto Bertoli, riprendendo quel saluto di Monaldi – cominciavano sempre così con una premessa utopistico-socialista-idealista e poi con un discorso sulla sua frustrazione politica dovuta ai governi e alla sinistra italiana martoriata, secondo lui, dal benessere. Apprendo ora, in questo istante, della sua morte con gravissimo dolore che mi scopro sempre più pesante nel cuore e nello stomaco. Guido era una persona unica, un combattente fuori categoria, un politico che parlava e si preoccupava prima delle persone, che amava la gente, il suo territorio, il popolo e soprattutto i cantautori. Si perché Guido oltre alle sue battaglie durate una vita per la sua città, ha regalato ad essa una cosa di straordinaria bellezza ed importanza: Il Lungomare dei Cantautori del XX secolo. Si tratta di diversi accessi al mare tramite gallerie che stanno sotto alla linea ferroviaria che passa a poche decine di metri dal mare, la più suggestiva che ho percorso fino ad oggi. Per ogni accesso c’è una targa e una raffigurazione di un volto di un Cantautore e arrivati dall’altra parte del passaggio, dopo qualche metro di sabbia ci sono i suoi scogli e il suo mare. Quando inaugurò il passaggio intitolato a mio padre Pierangelo Bertoli mi chiamò per tenere un concerto al di là del passaggio, sulla sabbia. Io accettai subito, nacque un’amicizia durata anni che mi portò ad andare in concerti organizzati da lui diverse volte, sia a Comune di Pedaso sia in posti vicini. Credeva nella musica, nelle canzoni, nei messaggi che queste portano con loro negli anni e la cosa che mi faceva più commuovere è che credeva in me moltissimo a volte più di quanto lo abbia fatto io in questi anni. Il mio pensiero va alla moglie e alle figlie che da oggi avranno un vuoto fisico enorme ma alle quali chiedo di rivolgersi alla grande pienezza che gli ha lasciato nell’anima. Grazie Guido, grazie di cuore, un cuore rosso colore”.


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