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“Vi sono delle persone che non dovrebbero mai morire”, Giorgio Cisbani ricorda Teo Tini

FERMO - "Vorrei gridare che é ingiusta la sua scomparsa, ma non so a chi e, perciò, poso soltanto aggiungermi a quanti lo piangono ed abbracciare la moglie e tutti suoi cari"
martedì 25 aprile 2017 - Ore 10:33
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di Giorgio Cisbani

Vi sono delle persone che pur non avendo realizzato grattacieli o immortali opere d’arte o compiuto esemplari azioni sportive, non dovrebbero mai morire, per il loro garbo, sensibilità, gentilezza ed umanità, come era Teo. Lo conoscevo da tempo e ogni tanto lo incontravo, per strada, in luoghi pubblici e, talvolta, da Carlo, il ristorante che, spesso il venerdì, frequentava con il suo grande amico, Romolo Pennente.

In ogni circostanza incontravo un Teo discreto, ironico, simpatico, gradevole. Sempre, anche quando nel tavolo del ristorante la temperatura si alzava, perché riuscivo a far emergere la rigidità delle convinzioni di Romolo, Teo manteneva il suo velato ironico aplomb. Persone come lui, specialmente in tempi aspri ed individualistici, come questi, dovrebbero essere eterni, proprio per attenuare le asprezze che ci circondano o che, magari, costruiamo noi stessi, nella rincorsa ossessiva di beni e convenienze personali.

Vorrei gridare che é ingiusta la sua scomparsa, ma non so a chi e, perciò, poso soltanto aggiungermi a quanti lo piangono ed abbracciare la moglie e tutti suoi cari. In un libretto che sto per portare in tipografia, perché completato anche grazie a lui, si legge:“ Teo, ricambia l’onore di vivere a Fermo, impegnandosi nel lavoro con passione e serietà “. Lo prendevo in giro molto amabilmente, approfittando anche del fatto che ripeteva sempre di star particolarmente bene qui ed anzi, di sentirsi male, quando, per circostanze particolari, doveva ritornare al suo paese, vicino Mantova. inoltre, quel giorno, in biblioteca, dopo avermi aiutato – insieme a suoi colleghi – a consultare un testo ‘ prezioso ‘ (per le mie manie, non si pensi a studi ), alla mia richiesta se esistesse una foto, un qualche documento che riguardasse Gigì “ Schioppu “, personaggio storico delle nostra straordinaria biblioteca, non c’era stata una risposta positiva. No, purtroppo non ne avevano.

Invece, per il casuale intervento di una dipendente ora in pensione, Luisanna, era venuto fuori un volume di poesie in dialetto, con una caricatura di “ Schioppu “. Non mi sembrava vero, era proprio quello che cercavo, perché, in mancanza d’altro una foto di “Shioppu” l’avrei messa, ma non sarebbe stato il massimo per il mio libretto un pò naif, E chi era l’autore della caricatura? Era proprio lui, Teo, che prima di questo ritrovamento, mi aveva fatto un timido incomprensibile cenno a qualcosa, ma non avevo capito. Quello che era curioso, tenero, straordinario, era il constatare che Teo quasi si scusava per averlo realizzato, nonostante fosse evidente la mia soddisfazione per aver trovato quanto non speravo, forse perché pensava che non ritenessi la caricatura ben fatta! Si può credere a tanta modestia, dentro una autentica immensa sensibilità? Non stupisce, dunque, che chiunque l’abbia incontrato, abbia provato un senso forte di simpatia, ed in diversi abbiano notato la sua tenerezza non disgiunta da una certa malinconia. Ora Teo non percorrerà più le nostre strade e, pensando a lui, ogni pianto é più che comprensibile.


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