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Segreti di Istanbul e attuale situazione politica turca, giovedì a Fermo sui Libri

FERMO - Corrado Augias sarà al Teatro dell'Aquila giovedì 4 maggio all'interno di Fermo sui Libri, per raccontare la sua esperienza di viaggiatore in una città emblematica come Istanbul
sabato 29 aprile 2017 - Ore 16:33
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Fermo sui Libri inizia con un ospite che unisce spesso il tema del cammino al racconto presente in un libro. E’ lo scrittore, giornalista e conduttore televisivo Corrado Augias che sarà presso il Teatro dell’Aquila di Fermo giovedì 4 maggio alle ore 21.15, per raccontare la sua esperienza di viaggiatore in una città apolide ed emblematica come Istanbul.
Nato a Roma nel 1935 e giornalista dal 1969 curando la corrispondenza estera con New York e Parigi per i giornali Repubblica, L’Espresso e Panorama, Augias è stato autore e conduttore di programmi RAI di successo, come Telefono Giallo (1987 – 1992), programma famoso per aver fatto riaprire l’inchiesta sulla strage di Ustica. Augias ha inoltre condotto programmi di ricerca storica come Enigma ed attualmente continua a fare approfondimento su temi di politica e cultura nel programma RAI “Quante Storie”. Negli anni ha anche dato prova di essere un giallista, autore di best seller come Quel treno da Vienna, romanzo ricco di crimine e azione ambientato all’inizio del ‘900, che ha come protagonista il commissario Giovanni Sperelli. Negli ultimi anni la passione per il viaggio e l’incontro con le culture hanno portato Augias a condurre peregrinazioni per il mondo, e a raccontare il suo incontro con le altre realtà in una serie di saggi dedicati alle città che più hanno dato nuove misure al pensiero umano. Dopo la stesura de I segreti di Roma, I segreti di New York e I Segreti di Londra, giovedì sera a Fermo sui Libri presenterà la sua visione sulla città di Istanbul. Nel libro “I segreti di Istambul. Storie, luoghi e leggende di una capitale”, il protagonista è proprio l’Augias straniero e pellegrino che si approccia ad una città da sempre divisa a metà fra Oriente ed Occidente, che non si è mai voluta riconoscere in una cultura unitaria. Liquida come il pensiero occidentale postmoderno, prima Bisanzio, poi Costantinopoli, e infine Istanbul, è stata una città la cui storia e il cui presente parlano una lingua diversa da ogni altra. Il suo essere ombelico del mondo, luogo di passaggio, di incontro e, allo stesso tempo, centro delle più grandi ricchezze economiche e culturali del Mediterraneo, fanno della città un esempio di multiculturalità efficiente, dove molte identità coesistono e convivono pacificamente senza prendere il sopravvento l’una sull’altra. Istanbul rifiuta di essere ingabbiata in sistemi preformati e vincolanti. La riflessione di Corrado Augias nel libro è che l’unità di un paese e dei suoi abitanti è costituita da una vera pluralità che rivendica la propria libertà di essere. Nessun controllo forzoso potrà mai essere tollerato. La liquidità della società turca, nel passato come nel presente, la rende esotica ed imbattibile, affascinante e dolorosa per qualsiasi viaggiatore vi si imbatta e che sente immancabilmente il desiderio di conoscerla più profondamente.


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