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La sfida di Samantha: raggiungere la vetta del Kilimangiaro dopo il trapianto di polmoni

FERMO - Samantha, fermana doc originaria di Capodarco, sarà la rappresentante per l'Italia nel progetto che coinvolgerà pazienti da 6 diverse nazionalità promosso dall’ospedale universitario di Vienna
martedì 2 maggio 2017 - Ore 11:35
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di Paolo Paoletti

Da Capodarco alla vetta del Kilimangiaro. Samantha Ciurluini di ostacoli ne ha superati tanti. La sfida più grande è stata quella con la malattia. Dopo che le era stata diagnosticata l’ipertensione polmonare,  patologia che riduce le capacità respiratorie causando scompensi cardiaci e affanno, Samantha ha subito un trapianto di polmoni. Da quel momento è iniziata una nuova fase della sua vita. Quando tutto sembrava finito, in primis la passione per lo sport, nello specifico la pallavolo, una luce si è riaccesa. Con l’energia che la contraddistingue Samantha è ripartita, mobilitandosi per dare speranza a chi, come lei, sta vivendo gli stessi momenti di difficoltà. 

Oggi Samantha, fermana doc originaria di Capodarco, ha davanti a sé  una nuova sfida. Affrontare il prossimo giugno la salita a piedi del Kilimangiaro, la montagna più alta dell’Africa.  Una sfida sportiva e medica inserita all’interno di un progetto  che coinvolgerà pazienti da  6 diverse nazionalità:  Austria, Ungheria, Slovenia, Romania, Grecia ed ovviamente Italia. Il tutto sotto il monitoraggio di  una squadra di medici guidati da Peter Jaksch dell’ospedale universitario di Vienna.  Durante la salita i medici monitoreranno costantemente i parametri polmonari del team di trapiantati,per studiare e aiutare la ricerca a conoscere meglio le reazioni a situazioni estreme. A rappresentare l’Italia sarà proprio una fermana, Samantha.

Una sfida comunque dispendiosa dal punto di vista economico per Samantha Ciurluini, per questo motivo è alla ricerca di sponsor locali e non che vogliono sostenerla in questo momento di ricerca medica ma anche di riscatto. 

La sua storia potrà aiutare tante persone ad affrontare con coraggio il confronto con la malattia. Da sempre infati Samantha è stata appassionata di pallavolo, tanto da arrivare a giocare in serie C. Po nel 2005 sono iniziati i primi problemi. Qualcosa non andava. Il respiro che mancava con poco sforzo, l’affanno, fino ad arrivare alla diagnosi: ipertensione polmonare. Da quel momento tutto sembrava finito. Samantha ha dovuto lasciare quello che più amava:  la pallavolo. Da qui però la grande grinta le ha permesso di non arrendersi. Dopo aver provato per quasi 5 anni diverse terapie, senza successo, la  malattia si era aggravata tanto da toglierle in fiato anche per parlare. Poi la proposta di un trapianto di polmoni. La forza di dire sì e l’attesa carica di speranza fino a quando nel gennaio 2011 da Vienna è arrivata la telefonata che le ha ridato la vita. Intervento che è andato per il meglio tanto che oggi Samantha è tornata alla sua grande passione, la pallavolo, entrando a far parte della  Nazionale Italiana Pallavolo trapiantati e dializzati di Aned onlus. Non resta che supportarla per questa nuova sfida in cui rappresenterà il Fermano e l’Italia nel mondo. 

 

 

 


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