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“Siamo una grande famiglia, riconquisteremo i delusi”: le Primarie viste dai referenti delle tre mozioni

POLITICA - L'esito del voto e il futuro del PD nelle dichiarazioni di Pierluigi Malvatani, Ezio Donzelli e Massimo Properzi
martedì 2 maggio 2017 - Ore 13:39
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di Andrea Braconi

Per settimane hanno girato il territorio, chi con una macchina organizzativa impeccabile, chi con un bagaglio di esperienza fondamentale quando si hanno di fronte certe sfide, chi in solitaria, come un novello Don Chisciotte. Si sono ritrovati dopo le Primarie nella sede provinciale del Partito Democratico, i tre referenti delle mozioni congressuali, per condividere una pagina importante della storia del partito e per analizzare un voto che, da qualunque prospettiva lo si guardi, cambia il quadro della politica nazionale.

“Ringrazio chi si è impegnato a proporre mozioni diverse all’interno di questa nostra grande famiglia – ha commentato Pierluigi Malvatani per la mozione Renzi – e noto con piacere che dopo domenica parlano più gli esterni che gli interni. Un grazie anche al mio gruppo che ha fatto un grande lavoro, tutti i territori e anche gli esponenti nazionali che ci rappresentano. Ho sentito tanto entusiasmo sulla mozione Renzi, al di là degli iscritti, ed è emerso un dato politico importante: abbiamo preso in percentuale di più rispetto a quanto preso nei circoli nella prima fase e significa che abbiamo raccolto di più nella società civile. Lo dimostra la tanta gente che ha partecipato, penso a Viale Trento e Fermo Ovest dove abbiamo avuto le file. Ripartiamo, quindi, convinti dell’importanza delle riforme che stava portando avanti Renzi e che dovranno essere riprese”.

“Il risultato di domenica – ha aggiunto Ezio Donzelli, referente della mozione Orlando – dimostra che in questo Paese c’è ancora democrazia e che finché ci sarà il PD che farà questo lavoro credo ci sia una sicurezza sul piano democratico. Stiamo vivendo periodi molto brutti a livello europeo e mondiale e la difesa della democrazia non è un fatto secondario ma assolutamente primario. Questo partito esce dalla consultazione congressuale con una vittoria forte di Renzi, al di là delle più rosee previsioni. Per la mozione Orlando, lo dico francamente, mi aspettavo di ottenere un risultato superiore perché era molto forte sul piano politico, poneva problemi reali dentro il partito. Ecco perché riteniamo che dobbiamo continuare a lavorare su quelle linee guida e che il PD non può non legarsi ai valori tradizionali della sinistra. Esprimo un giudizio positivo anche per il risultato della mozione Emiliano, che sommandosi a quella di Orlando arriva ad un 30% complessivo che non è in contrapposizione con Renzi ma che sarà in grado mettere in campo progetti politici su cui il PD dovrà discutere. Sui grandi problemi serve un dibattito forte a livello locale e nazionale, un dibattito che finora è mancato e penso al Jobs Act. Un dibattito che soprattutto coinvolga la base, con i circoli più protagonisti rispetto al passato. Credo che Renzi avrà la capacità di tenere conto di tutte le componenti all’interno del PD e quanto a noi non vogliamo essere una corrente ma persone, che ripropongono con forza i valori tradizionali della sinistra”.

“La macchina organizzativa dei renziani mi ha fatto impressione – ha commentato Massimo Properzi, sostenitore di Emiliano – e con perseveranza hanno ottenuto un grandissimo risultato numerico, meno nei contenuti. Quanto alla mozione Emiliano, nella provincia di Fermo ha ottenuto un ottimo risultato considerando che mi sono mosso da solo, cercando di andare nei circoli nei limiti del possibile. Questo partito uscirà rafforzato dalle Primarie se saprà tenere conto di due figure fondamentali per il partito che sono Orlando e Emiliano. La sinistra in questo partito deve esistere e Renzi deve metterlo nel suo bagaglio. Penso alla riforma della scuola, che Emiliano sta chiedendo di rifare da capo, così come alla legge sull’autismo. Tutto questo deve portare Renzi a prendere atto che adesso, se vuole veramente cercare di vincere le prossime elezioni, deve considerare che dentro questo partito c’è una criticità costruttiva e non distruttiva. Faccio un ultimo ringraziamento a quelle persone che, al di là di tutto, domenica 30 aprile sono andate a votare, e penso anche all’altro milione che abbiamo perso. Persone che dobbiamo andare a riprenderci se vogliamo essere un partito ancora più forte e soprattutto di Centrosinistra”.


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