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Italia Nostra, dopo la visita a San Paolino, il futuro della ex-stazione Santa Lucia

FALERONE/FERMO - il 25 aprile una settantina di persone hanno passeggiato tra il teatro romano e la chiesa di San Paolino; sabato 6 maggio verrà presentato il progetto sulla ex-stazione FAA
giovedì 4 maggio 2017 - Ore 14:39
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di Alessandro Giacopetti

Per Italia Nostra il mese di maggio si apre con l’incontro “Laboratorio stazione ex FAA”. Una proposta condivisa per l’area della stazione di Fermo Santa Lucia, sabato 6 maggio alle ore 17.30, presso la Sala Conferenze Cisterne Romane (via degli Aceti) che prevede la presentazione della tesi di Laurea Magistrale dell’associato e consigliere fermano Lorenzo Trentuno.
Dopo il saluto delle autorità presenti seguiranno l’introduzione dell’Architetto Paolo Bonvini, dell’Università Politecnica delle Marche, relatore della tesi e l’intervento di Caterina Serafini, responsabile dell’Archivio Aziendale ex FAA, oggi TUOAbruzzo, presso la città di Lanciano.
E’ una proposta progettuale per salvare l’area della stazione di Fermo-Santa Lucia. Da tempo Italia Nostra si batte affinché non si smarrisca il ricordo storico di un’epoca che vedeva la città all’avanguardia, dai primi anni e fino agli anni sessanta dello scorso secolo, grazie al mezzo di trasporto che i fermani chiamavano simpaticamente “Lu trinittu”. Italia Nostra è impegnata altresì affinché vengano tutelate e coerentemente utilizzate e restaurate le strutture ormai fatiscenti di tutta l’area situata nei pressi di via Bellesi, tra la sede del Biennio dell’Istituto Tecnico Montani e il deposito autobus della Steat. L’idea di salvare la vecchia stazione FAA e destinarla ad un uso più consono al suo indiscutibile valore storico, contenuta nella tesi di Laurea, verrà esposta nel corso dell’incontro, che segue un’altra recente iniziativa.
La passeggiata “A piedi dal Teatro Romano alla chiesa di San Paolino” svolta il 25 aprile scorso è stato per Italia Nostra un modo di far capire quanto Falerone, paese della media valle del Tenna, sia stato duramente colpito dal sisma dello scorso anno. La III edizione della passeggiata ha permesso ai circa 70 partecipanti di scoprire sia la cittadina che l’area archeologica costituita dal teatro romano, l’acquedotto e l’anfiteatro romano nella frazione di Piane: dopo il saluto del sindaco Armando Altini e la spiegazione della storia del teatro, la partenza con sosta e aperitivo preparato dall’Agriturismo Bonfigli e offerto dall’Amministrazione comunale rappresentata dall’assessore Maria Teresa Quintozzi. Arrivato a San Paolino, recentemente restaurata, il gruppo si è lasciato affascinare dalle descrizioni del restauratore del complesso. San Paolino era stato vescovo di Nola all’inizio del V secolo. In Campania era raffigurato in abito vescovile con il pastorale e, a volte, con accanto oggetti: catene, a memoria di uno schiavo liberato, un annaffiatoio, una vanga e un paniere, simboli del suo essere stato giardiniere. Di questo santo era noto che assunse la difesa dei cristiani contro le aggressioni dei Goti di Alarico. La pittura più antica ricordata, raffigurava l’immagine di Gesù Cristo Risorto contemplato da quattro santi: san Paolino, san Francesco d’Assisi, sant’Antonio Abate, san Francesco Saverio. Nei documenti dei Decimari dell’archivio vaticano notiamo che la chiesa di san Paolino di Falerone era tributaria di Roma negli anni dal 1290 al 1299 per la decima pagata al papa.
Nota anche l’usanza di solennizzare nella chiesetta la festa della Pasqua, mentre il giorno seguente veniva organizzata una processione delle confraternite.


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