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“Bambini, le parole sono un ponte tra le persone”: l’emozione della Amurri per l’incontro alla Fracassetti

FERMO – La giornalista ha incontrato gli alunni di tre classi, raccontando aneddoti sul suo lavoro e sugli incontri con Falcone e Arafat
martedì 9 maggio 2017 - Ore 09:17
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Gli allievi delle classi prime A e B della Scuola Secondaria “Fracassetti”, protagonisti del progetto ‘Giornalisti in gioco’, coordinati dalle professoresse Rossella Bracalente e Alessandra Remoli, hanno incontrato nella mattinata di ieri la giornalista de Il Fatto Quotidiano Sandra Amurri.

Molta curiosità, una valanga di domande ed anche molta emozione hanno accompagnato il tempo trascorso con la Amurri, per i suoi racconti e per i tanti spunti di riflessione che ha dato ai ragazzi.

Proprio come in una conferenza stampa in molti si sono presentati e hanno rivolto domande, di ogni genere: dal suo primo articolo per la rivista Epoca, allora diretta dal grande Enzo Biagi, a quello che l’ha emozionata di più, vale a dire l’intervista con Giovanni Falcone passeggiando una notte per Roma.

Queste alcune delle curiosità (e delle risposte) che hanno caratterizzato l’incontro:

“Quale inchiesta avresti voluto fare e non hai fatto?” “Tutto quello che ho voluto fare l’ho fatto, anche se è accaduto che io abbia dovuto cambiare giornale per vederlo pubblicato.”

“Qualche rinuncia?” “Spesso ho rinunciato alla mia vita privata.”

“Il caso che ti è piaciuto di più?” “Il mio interesse è rivolto soprattutto alla lotta alla mafia, è legato all’incontro con Giovanni Falcone, che è stato il mio maestro. Mi ha fatto capire, mi ha spiegato che cos’è la mafia e non dato notizie-scoop.”

“Come si riconoscono le notizie false?” “Leggendo più giornali, facendosi così una propria opinione.”

“Quale altro tipo di lavoro ti piacerebbe fare in un giornale?” “Nessun altro, solo l’inchiesta, mi piace andare in giro, vedere, conoscere i fatti, raccontare la verità, non sono per la routine.”

“Pressioni e minacce?” “Se fai certe inchieste sono inevitabili, si è molto esposti, Falcone diceva: prima ti delegittimano poi ti isolano poi ti uccidono.”

Poi quel “Una persona che ti ha colpito più di tutte?” ed il ricordo della fortunata intervista nel 1993 a Yasser Arafat, il capo dell’Olp (Organizzazione per la Liberazione della Palestina), quando viveva a Tunisi, scampato a moltissimi attentati. “Dormiva di giorno e lavorava di notte, con lui ho capito che le persone davvero importanti sono quelle che sanno essere umili, e lui lo era. In quell’occasione, tanto ero grata, gli ho regalato la penna con le mie iniziali, un dono di mio padre per la laurea; il 13 settembre del 1993, alla Casa Bianca, il leader israeliano, Yitzhak Rabin e Yasser Arafat, alla presenza di Bill Clinton, firmarono l’intesa del reciproco riconoscimento. Poco dopo il presidente dell’Olp mi inviò la sua foto mentre firmava con la mia penna: ‘Ho scelto la sua penna, donatami con il cuore, come auspicio per la Pace. Yasser Arafat’.

La Amurri ha concluso con un invito a tutti gli alunni delle classi prime che hanno partecipato, tra le quali anche la 1C accompagnata dall’insegnante di lettere Loretta Montanari. “Impegnatevi per un mondo di pace, per il dialogo e il confronto tra le persone, le parole uniscono, sono un ponte”.

La dirigente dell’Istituto Comprensivo Fracassetti-Capodarco, Annamaria Bernardini, ha partecipato con grande interesse all’incontro e ha donato alla giornalista il diario scolastico di quest’anno, che ha come tema proprio la legalità.


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