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Rifondazione Comunista e il fallimento di Loira, Sinistra sangiorgese stampella del PD

PORTO SAN GIORGIO - Il partito guidato dal segretario provinciale Alessandro Fortuna non parteciperà alla tornata elettorale ed elenca gli errori dell'Amministrazione uscente
mercoledì 10 maggio 2017 - Ore 09:19
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Un teatrino, dal quale prendere assolutamente le distanze: Alessandro Fortuna, segretario provinciale di Rifondazione Comunista, definisce così lo scenario delle elezioni amministrative a Porto San Giorgio.

“Nel 2012, nonostante qualche difficoltà, mettemmo in campo una proposta politica autonoma da Centrodestra, Movimento Cinque Stelle e Centrosinistra – commenta Fortuna -: oggi, dopo cinque anni di Amministrazione Loira, possiamo affermare di aver avuto ragione e ribadiamo convintamente la nostra posizione.

È un dovere farlo, sia per rendere pubblica la nostra idea a quanti ci considerano un riferimento politico credibile nelle pratiche e coerente nelle scelte, sia per riaffermare la nostra estraneità al Centrosinistra, dopo la confusione generata dall’appoggio a Loira da parte di alcuni soggetti che alle ultime elezioni erano candidati o sostenitori di Rifondazione.

Rifondazione quindi, non parteciperà a queste elezioni, né con il proprio simbolo né all’interno di liste civiche alleate del Partito Democratico, con i propri iscritti indisponibili a rendersi complici delle sciagurate politiche di quel partito, che non mostra più alcuna differenza tra livello locale e livello nazionale.

La privatizzazione della San Giorgio Energie è un film già visto: il sindaco vende pezzi importanti del patrimonio pubblico in nome della stabilità dei conti e, mentre con i cittadini lamenta i tagli disposti dal governo centrale, contemporaneamente è parte attiva di quel PD che sostiene le politiche liberiste responsabili di quei tagli.

Altro esempio è l’ordinanza antiaccattonaggio, antesignana del decreto Minniti-Orlando: da un lato c’è la retorica su accoglienza e antirazzismo, dall’altro si soffia sul fuoco dell’insicurezza e dell’intolleranza.

Ma potremmo continuare a lungo, ricordando le problematiche irrisolte relative alla viabilità e al porto, come sia stata portata avanti una gestione spregiudicata dell’urbanistica e un’idea di sviluppo della città concepita esclusivamente come un centro commerciale all’aperto, nel quale gli interessi delle categorie commerciali e degli operatori turistici sono prevalenti sugli interessi dei semplici cittadini.

Di fronte alla realtà dei fatti, risulta incomprensibile come una parte della Sinistra sangiorgese, invece di lavorare per una proposta autonoma, ancora si presti a fare da stampella al partito democratico e alle sue politiche clientari.

Noi non abbiamo interessi particolari da difendere, né crediamo che la politica si esaurisca con le competizioni elettorali, per cui continueremo a lavorare per una proposta larga, ma al tempo stesso autonoma ed indipendente dal Centrosinistra, da costruirsi sul campo delle vertenze e delle pratiche sociali, della difesa dei beni comuni e della partecipazione, sia a livello nazionale che sui singoli territori.

Da questo punto di vista Porto San Giorgio è un terreno complicato, vittima di interessi stratificati ma, pur coscienti dei nostri limiti, che non neghiamo né sottostimiamo, continueremo a promuovere una diversa idea di sviluppo e invitiamo tutti coloro che la pensano come noi ad attivarsi per costruire insieme l’alternativa”.


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