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50 anni di IPSIA: dal libro
al ricordo del preside Ventola
“Luogo di avviamento al lavoro”

FERMO - Era il 10 maggio 1967 quando il Decreto del Presidente della Repubblica n. 1477 sancì ufficialmente la nascita come scissione dal “Montani” di quella scuola, intitolata poi al matematico fermano Ricci.
sabato 13 maggio 2017 - Ore 15:51
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di Alessandro Giacopetti

Con l’intitolazione del piazzale antistante l’ingresso a Federico Ventola, fondatore e primo preside, sono iniziate questa mattina le celebrazioni per i 50 anni dalla nascita della scuola superiore IPSIA (Istituto Professionale di Stato per l’Industria e l’Artigianato) “Ostillio Ricci”. Una due giorni durante la quale tutto il personale della scuola sarà mobilitato per una serie di appuntamenti in occasione del primo mezzo secolo di vita. Era il 10 maggio 1967 quando il Decreto del Presidente della Repubblica n. 1477 sancì ufficialmente la nascita come scissione dallo storico Istituto Tecnico “Montani” di quella scuola che verrà poi intitolata al matematico fermano Ricci. Il 1 ottobre del 1966, intanto erano già iniziati i primi corsi sotto la guida del professor Federico Ventola che ne diverrà preside.

Apertura di mattinata affidata ad una emozionata dirigente scolastica Stefania Scatasta:“Un momento che abbiamo atteso tanto e a cui abbiamo pensato tanto e lo immaginavamo proprio così con tutti voi studenti, perché è fondamentale festeggiare i cinquant’anni. Vuol dire rivivere i ricordi di tutti coloro che hanno operato in questa scuola rendendola importante luogo di formazione, relazione e crescita delle persone”.

Un piazzale dove gli studenti si incontrano, parlano, socializzano, e dove c’è stato il saluto del sindaco Paolo Calcinaro, la cui nonna insegnò nella scuola quando la sede si trovava nel centro storico della città, vicino al cinema Sala degli Artisti.
E’ stato quindi Rosario, il figlio del preside Ventola, a ricordare quanto il padre volesse fondare la scuola:“Io lo ricordo in casa con le tante persone che frequentava e, da sempre, voleva una scuola che avesse potuto portare i giovani nel mondo del lavoro dopo il momento educativo: una scuola manuale e pratica. Ci teneva che chi si diplomasse in questo istituto avesse le carte in regola per andare al lavoro nel più breve tempo possibile”.

A scoprire la targa è stato quindi il nipote del professor Federico Ventola.
Oltre alle autorità in rappresentanza del Comune, della Provincia e della Camera di Commercio di Fermo e della Regione Marche, attorno alla piazzetta numerosi studenti che hanno poi assistito alla piantumazione di un leccio nell’aiuola antistante l’istituto, donato dal Comune di Fermo, sull’esempio degli ex presidi Ventola e Baleani, i quali piantarono un cedro del Libano e un tiglio.
Quindi tutti in aula magna per la presentazione del libro intitolato “Interpretare il futuro”, curato da Carlo Pagliacci, scritto proprio in occasione del cinquantenario, contenente anche materiale fotografico sia storico che contemporaneo realizzato da Marilena Imbrescia, con il contributo della Cassa di Risparmio di Fermo.
Questa sera, inoltre, alla serata di gala presso il Teatro dell’Aquila dalle 21, l’associazione ex alunni presieduta da Giuseppe Corsi, ripercorrerà la storia dell’IPSIA con filmati e interviste. Tra gli ospiti anche Daniele Incicco, componente del gruppo musicale La Rua. Dopo l’omaggio musicale da parte del Conservatorio “Pergolesi”, e con le attuazioni del comico Piero Massimo Macchini, ci sarà la sfilata delle creazioni degli alunni delle sezioni Moda e Calzature. Domani sera, infine, festa a “Le Dome” di Torre San Patrizio.


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