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Un festival dell’università tra Aula Magna e la cornice di Palazzo Gigliucci

FERMO - La bellissima serata si è conclusa nello splendido cortile di Palazzo Gigliucci con le note dell'orchestra d'archi junior del conservatorio Pergolesi, diretta dal M°Donato Reggi.
sabato 13 maggio 2017 - Ore 07:57
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I relatori di Your Future Festival. Da sx: Luigi Vittorio Ferraris, Nunzia Eleuteri e Fabio Bernardini

 

Un festival dell’Università molto partecipato ieri sera nella sede fermana dell’ateneo in via Brunforte. Con i saluti del sindaco Paolo Calcinaro si è aperta la tavola rotonda sul tema “Europa: uomini senza frontiere”.

 

Da sx: l’ambasciatore Lugi Vittorio Ferraris, il sindaco di Fermo Paolo Calcinaro, il professore Maurizio Bevilacqua

Il presidente del conservatorio di Fermo, Carlo Verducci, nel breve saluto ai presenti, ha sottolineato come l’Europea abbia la necessità di andare oltre la moneta unica e avere una vera missione politica unitaria dalla quale siamo ancora lontani.

 

Concetto ripreso da Luigi Vittorio Ferraris, ambasciatore e vice presidente del Centro Alti Studi Europei, introdotto da Maurizio Bevilacqua, docente di logistica industriale all’Università politecnica delle Marche. L’ambasciatore non ha esitato a rivolgersi agli studenti esortandoli ad imparare le lingue come prima soluzione per essere uomini senza frontiere:“Usate l’inglese al pari dell’italiano ma imparate anche una lingua europea, a scelta, quella che volete; imparatela perché siate cittadini di questa Europa che deve ancora crescere. Non è una moneta che fa l’unione – ha continuato Luigi Ferraris – è la cultura. Su questo bisogna lavorare perché i Paesi del continente sono diversi sotto tutti i punti di vista. Le differenze non possono essere annullate ma vanno valorizzate”.

 

Da sx: l’ambasciatore Lugi Vittorio Ferraris, Nunzia Eleuteri e il professore Maurizio Bevilacqua

Da qui la presentazione del libro di Nunzia Eleuteri, giornalista della testata online Cronache Fermane, che ha parlato di come le diversità possano essere una ricchezza e non un limite. Riflessioni tratte dal suo libro “L’era del capitale umano” incentrato sul grande valore dell’uomo che sa coltivare talenti per abbracciare proprio quelle diversità che significano completezza, nel lavoro come in società:“Senza frontiere significa andare oltre. Oltre l’individualismo, male di questo secolo, e cercare la collaborazione, la condivisione, il lavoro di squadra – spiega Nunzia Eleuteri – Quel costruire legami e cooperazione utili nella vita in tutto ciò che facciamo; utili ad un’orchestra quanto ad un’equipe medica”.

 

E a proposito di equipe, proprio Fabio Bernardini, infermiere volontario di Emergency ha potuto raccontare la sua esperienza in Afghanistan:“I primi mesi ho faticato molto per conquistare la fiducia degli altri membri dello staff medico locale poi la collaborazione è stata un crescendo di positività in un Paese difficile in cui la quotidianità è il dolore. L’unica cosa che accomuna tutti e che davvero non ha frontiere…”.

 

La bellissima serata si è conclusa nello splendido cortile di Palazzo Gigliucci con le note dell’orchestra d’archi junior del conservatorio Pergolesi, diretta dal M°Donato Reggi. Perché la musica è sicuramente la migliore chiave di volta per abbattere ogni barriera.

 

L’orchestra d’archi Junior del conservatorio Pergolesi di Fermo e il presidente Carlo Verducci

 

Il cortile di Palazzo Gigliucci


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