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Le terze medie dell’Isc Da Vinci Ungaretti incontrano i testimoni dell’esodo istriano

FERMO - L’evento, organizzato dall’Istituto e dall’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (A.N.V.G.D.), ha coinvolto tutte le classi terze medie che hanno incontrato nel corso dell’anno il Presidente Orazio Zanetti Monterubbianesi, figlio di esuli istriani
martedì 16 maggio 2017 - Ore 17:36
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Venerdì 12 Maggio 2017, presso l’I.S.C. “Da Vinci – Ungaretti” di Fermo si è svolto un convegno – premiazione dal titolo: “La verità sulle foibe e l’esodo istriano, giuliano- dalmata”. L’evento, organizzato dall’Istituto e dall’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (A.N.V.G.D.), ha coinvolto tutte le classi terze medie che hanno incontrato nel corso dell’anno il Presidente Orazio Zanetti Monterubbianesi, figlio di esuli istriani e responsabile Marche Sud dell’A.N.V.G.D. Durante l’incontro sono stati premiate tutte le classi partecipanti per l’interesse e la partecipazione attiva dimostrate.

Premio speciale per i lavori multimediali e i componimenti poetici realizzati sul tema dalla 3 A e dalla 3 B nell’ambito delle classi aperte di cittadinanza, progetto sulla cittadinanza attiva di cui sono responsabili il prof. Litantrace Giorgio e la prof. ssa Laura Foglini, e dalla classe 3 G, prof.ssa responsabile Arianna Tiburzi. L’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia ha offerto anche a libri e pubblicazioni inerenti le foibe, l’esodo, la storia e la cultura dell’Istria e delle terre giuliano – dalmate, libri che andranno ad arricchire la biblioteca scolastica. Sono intervenuti nel corso del convegno alcuni rappresentati dell’A.N.V.G.D.: Uff. Franco Rismondo (presidente Provincia di Ancona), dott. Hinna Luciano (originario di Zara, consigliere nazionale), dott. Orazio Zanetti Monterubbianesi (Presidente Marche sud e consigliere nazionale).
La dirigente scolastica dott.ssa Marinella Corallini ha sostenuto con entusiasmo l’iniziativa; la scuola secondaria di I grado “Da Vinci” di Fermo è d’altronde la prima tra gli istituti di I grado nelle Marche meridionali ad aver approfondito la storia del confine orientale italiano, la questione foibe e l’ esodo attraverso l’incontro con testimoni figli di esuli dell’A.N.V.G.D. Una sintesi del perché sia necessario ricordare questi eventi, ancora troppo poco conosciuti, nelle parole del responsabile del progetto prof. Litantrace Giorgio: «“L’incomprensione del presente nasce inevitabilmente dall’ignoranza del passato” – diceva il grande storico Marc Bloch. Per troppi anni la verità delle foibe e dell’esodo istriano giuliano – dalmata è rimasta sotto silenzio e ancora oggi è scarsamente o maldestramente trattata nei nostri libri di storia o di geostoria. Ed è l’ignoranza che la scuola cerca di combattere. L’ignoranza infatti è la radice di ogni male, precede spesso la cattiveria ed è peggiore della cattiveria stessa. Proprio la storia, davvero “maestra di vita e la luce della verità”, squarcia il velo dell’ignoranza e ristabilisce la verità delle cose. Sta a noi essere alunni della storia e imparare da lei, molto più di quanto fatto dai nostri predecessori. Se vogliamo un mondo a misura d’uomo dobbiamo necessariamente partire dalla conoscenza e dalla cultura e queste pagine tristi della storia, come la Shoah e come le persecuzioni effettuare da ogni stato dittatoriale o autoritario, non possono essere dimenticate. Ovunque nel mondo si neghino i diritti di una minoranza etnica si commette infatti un crimine contro l’intera umanità e se il mondo continua ad essere dilaniato da tante guerre etniche, con ovviamente sottesi altri obiettivi economici, è perché o non si conosce la storia o non si vuole ancora imparare da essa. Rispettare ogni essere umano, rispettare i diritti delle minoranze, è la base di tutto. La verità e la giustizia sono i veri pilastri della pace e sono possibili solo partendo dalla cultura e dalla storia.


Uno scrittore statunitense, recentemente scomparso, Raymond Douglas Bradbury, ci ha lasciato in eredità un libro molto particolare: “Fahrenheit 451” o gli “Anni della Fenice”. Vi si descrive una società dove regna proprio l’ignoranza, in cui leggere o possedere libri è considerato un reato, per contrastare il quale è stato istituito un apposito corpo di vigili del fuoco impegnato a bruciare ogni tipo di volume. Proprio attraverso le parole di uno dei protagonisti dell’opera, possiamo ben comprendere il senso dell’iniziativa dell’I.S.C. Da Vinci Ungaretti: “E quando ci domanderanno che cosa stiamo facendo, tu potrai rispondere loro: noi ricordiamo. Ecco dove alla lunga avremo vinto noi. E verrà il giorno in cui saremo in grado di ricordare una tal quantità di cose che potremo costruire la più grande scavatrice meccanica della storia e scavare, in tal modo, la più grande fossa di tutti i tempi, nella quale sotterrare la guerra.”>


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