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Bullismo, Marco Moschini insegna a difendersi con umorismo e leggerezza

MONTEFIORE DELL'ASO - Genitore, insegnante e scrittore, Moschini sarà sabato 20 maggio alle ore 17 al Museo De Carolis del Polo Museale di San Francesco
venerdì 19 maggio 2017 - Ore 08:22
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Si terrà sabato 20 maggio, alle ore 17 al Museo De Carolis del Polo Museale di San Francesco a Montefiore dell’Aso, l’incontro, ad ingresso gratuito, di Marco Moschini dal titolo “Da dove nasce un libro per bambini?”, organizzato dalla Pro Loco Montefiore con il patrocinio dell’Amministrazione comunale.

Durante il pomeriggio sarà presentato il libro “Non provare a prendermi in giro!”, nato dalla vita e dall’esperienza dell’autore come genitore, come insegnante e come scrittore. Nel 2013 la pubblicazione è stato inserita da Associazione Italiana Editori, Associazione Italiana Biblioteche e “Nati per Leggere”, nell’elenco dei 100 libri considerati “imperdibili”.

I ricorrenti atti di bullismo mettono in evidenza un clima sociale in cui debolezza e diversità sembrano appartenere a una categoria subumana su cui sia lecito esercitare scherno e disprezzo. Questo clima viene fatalmente respirato anche dai bambini che diventano, a loro volta, persecutori e perseguitati. E allora, oltre a cercare di capire il perché di questo accanimento occorre suggerire ai più piccoli, che sono anche i più esposti, degli strumenti verbali che li aiutino ad “attrezzarsi” e a difendersi, con umorismo e leggerezza, dall’ottusità e dalla prepotenza.

“Ho cercato parole che i bambini potessero capire. Ne è nato un volumetto: “Non ci provare a prendermi in giro!” (Gruppo Editoriale Raffaello, 2012), scritto in rima per rispondere “per le rime” all’antipatico di turno. Francesco, il protagonista, è un bambino senza capelli, piccolino di statura, con gli occhiali e le orecchie a sventola.” Afferma il prof. Moschini.

Marco Moschini è maestro di scuola elementare, autore di poesia e narrativa per l’infanzia e di didattica per insegnanti. Si rivolge ai piccoli ma porta i grandi a riflettere su che cosa significhi essere bambini oggi e sulla fatica di crescere. I suoi versi vogliono essere un invito alla poesia attraverso il divertimento e la manipolazione di parole considerate “giocattoli”, mentre con le opere di didattica cerca di realizzare una scuola gioiosa, luogo del sapere e del saper fare, in un rapporto di collaborazione che faccia sentire il piacere di stare insieme e dia spazio alla cultura dell’accoglienza.


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