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Concorso Postacchini,
prima giornata di note a teatro:
inaugurata la mostra di liuteria

FERMO - Tra i violini del liutaio Bifulco, quello del vincitore assoluto. Sul palco il primo cileno in 24 anni di storia. Domani intanto si concludono gli ascolti della categoria D per poi iniziare quelli della C. Ancora tante note e un percorso lungo sino alla serata conclusiva di sabato prossimo
sabato 20 maggio 2017 - Ore 16:43
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“Non sono nemmeno le 8 del mattino e Fermo – fanno sapere dall’associazione Antiqua Marca Firmana – si sveglia con il suono dei violinisti tesi per il debutto, rito ormai incontrastato in 24 anni di storia del Concorso Violinistico Internazionale ‘Andrea Postacchini’. Si è dato inizio infatti oggi alla sette giorni di concorso durante la quale 130 violinisti da ben 36 nazioni diverse si sfidano a colpi di melodie per aggiudicarsi il prestigioso titolo. Il foyer del Teatro dell’Aquila già dalle 8 e mezza della mattina si è riempito per l’appello dei giovani violinisti della categoria D. Una babele di lingue che si ricongiungono in una sola, universale, la musica. A rompere il ghiaccio e affrontare la giuria presieduta dal maestro Boris Kushnir, la cinese di Shanghai Yulu Gong. Grande emozione per lei e tensione”.

Vladimir Mari

“Essere la prima dei 20 violinisti di oggi è stato impegnativo – dice – poi davanti ad una giuria di così grande prestigio… ma sono abbastanza soddisfatta della performance”.
Emozione che si rinnova anche quest’anno per il torinese Vladimir Mari. Il ventisettenne già lo scorso anno aveva partecipato al Postacchini arrivando alla semifinale e in questa edizione è il primo italiano a salire sul palco. “Ho fatto un buon Mozart, – commenta ancora a caldo subito dopo l’esibizione – bene anche l’Adagio di Bach. Credo di averlo eseguito con respiro, forse sulla fuga mi sono irrigidito un po’. La preparazione è stata più attenta alla cura del dettaglio rispetto allo scorso anno, ora speriamo che questo paghi al conseguimento del risultato finale. Al di là della mia performance, il livello mi pare più alto dello scorso anno e – conclude- ancora più elevata mi sembra la presenza di violinisti stranieri, in particolare dall’est asiatico”.

Jesùs Alfredo Tapia Roja

Nel pomeriggio, sotto la pioggia battente che ha bagnato Fermo, si è inaugurata la mostra di liuteria a cura del maestro Giuseppe Bifulco che ha portato al Teatro dell’Aquila alcuni dei suoi pezzi migliori della bottega fiorentina. Tra di essi anche il violino che andrà in premio al vincitore assoluto di questa 24esima edizione.
Ed è sempre nella seconda parte della giornata che sul palco è salita una delle novità dell’edizione. Infatti per la prima volta nella storia del Concorso Postacchini a partecipare c’è un concorrente proveniente dal Cile. Si tratta del ventiquattrenne di Concepcion Jesùs Alfredo Tapia Rojas. “Un volo diretto da Santiago a Roma, circa 14 ore di volo ed eccomi qui – commenta sorridendo – è la prima volta per me ad un concorso così importante ed è la prima volta in Italia. Sono affascinato dalla bellezza di Fermo e sono anche molto teso perché il livello di questo concorso, che conosco per fama, è altissimo. In Cile e in America Latina – continua – non ci sono concorsi di così alto livello. Suono il violino da quando avevo 5 anni, ero piccolo, e ho passato tanto tempo studiando questo strumento. Ma non sono uno che sta solo lì sul pentagramma – spiega – mi lascio affascinare dai contesti, la musica è anche questo e questa città, e l’atmosfera del Postacchini sono molto suggestivi”. Domani intanto si concludono gli ascolti della categoria D per poi iniziare quelli della C. Ancora tante note e un percorso lungo sino alla serata conclusiva di sabato 27.

 


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