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Il Pd interroga e si interroga: a Porto San Giorgio la prima tappa dagli stati generali

PORTO SAN GIORGIO – Prima tappa di un tour tematico che girerà le cinque province marchigiane. Sei gli incontri in calendario. Ad ogni appuntamento verranno aperti tavoli di lavoro a cui prenderanno parte amministratori locali, esponenti del governo nazionale e regionale, parlamentari europei e nazionali, consiglieri regionali, ma anche parti sociali, università, tecnici, operatori e associazioni
sabato 20 maggio 2017 - Ore 16:53
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di Sandro Renzi

Il Pd interroga e si interroga. E’ l’Europa il primo terreno di confronto. Opportunità per studenti ed imprese, ma anche occasione per fare il punto sul ruolo che l’Ue ha di fronte. Di questo hanno parlato oggi pomeriggio al David Palace hotel di Porto San Giorgio i vertici dem. Prima tappa di un tour tematico che girerà le cinque province marchigiane. Sei gli incontri in calendario. Ad ogni appuntamento verranno aperti tavoli di lavoro a cui prenderanno parte amministratori locali, esponenti del governo nazionale e regionale, parlamentari europei e nazionali, consiglieri regionali, ma anche parti sociali, università, tecnici, operatori e associazioni

Ad aprire le danze ci pensa Paolo Nicolai, segretario provinciale dem. “Siamo qui a parlare di Europa e non di questioni come la segreteria nazionale. Ci confrontiamo su temi importanti e concreti”. E’ poi la volta del segretario regionale Pd, Francesco Comi, che ha rivolto un imbocca al lupo a Nicola Loira e Barbara Toce, candidati sindaco rispettivamente a Porto San Giorgio e Pedaso. “Al termine di questo percorso che parte oggi da Porto San Giorgio, faremo una conferenza per definire meglio le priorità dell’azione politica a livello regionale del partito. A pesare non saranno tuttavia i numeri ed i ruoli politici ma la qualità delle idee e delle proposte. Il Pd Marche è sempre a contatto diretto con il territorio, ma ci sono momenti in cui il dialogo si deve allargare e approfondire, per entrare nel vivo delle questioni e studiare le soluzioni migliori alle esigenze della comunità”. Che non riguarderanno solo l’Europa ma anche temi come il sociale. “Con questi tavoli di lavoro, aperti a tutti i protagonisti della società per un confronto allargato, vogliamo suggerire soluzioni, correzioni e integrazioni così da ripartire più veloci e tutti insieme” ha aggiunto Comi.

Gli onori di casa spettano a Loira. “Occasione di confronto e studio mentre si vuole portare la politica su altri scenari. Il Pd dimostra invece con questa iniziativa capacità di portare nelle sedi giuste la discussione su temi di grandissima attualità. Su questo argomento si gioca il futuro stesso delle stesse comunità locali. L’Europa è una grande opportunità per le politiche locali, ma dobbiamo essere in grado di coglierle”. Loira definisce i tavoli tecnici una “palestra” per gli amministratori. E ne sono tanti quelli che hanno aderito all’appello del partito partecipando a questo primo appuntamento. “Nella nostra regione c’è tanta Europa, nelle zone di crisi, nella montagna, nella costa, nell’area del calzaturiero. Il Pd è forte quando riusciamo a fare quello che stiamo facendo oggi. Abbiamo bisogno della base del partito” ha rimarcato Fabio Urbinati, vicepresidente del gruppo consigliare Pd.

A portare il saluto del presidente Ceriscioli e dell’assessore regionale Bora è l’assessore al bilancio, Fabrizio Cesetti. “Questo incontro così partecipato è la dimostrazione che il Pd c’è. L’Europa deve essere l’Europa delle opportunità, non quella dei vincoli e dei tecnocrati che non possono condizionare la politica. Se non entriamo in questa prospettiva avremo nel futuro grosse difficoltà. I tecnocrati si devono mettere a servizio della politica. Sì alle regole, no alla tecnocrazia”. L’appello è rivolto a Nicola Danti, europarlamentare Pd, che siede alla sua destra. “E’ nostra intenzione –ha annunciato Cesetti- cogliere le opportunità del fondo sociale europeo da destinare all’area di crisi non complessa”.

E’ quindi la volta di Danti. “Siamo a 60 anni dai trattati di Roma. Ed è il momento di fare bilanci. I benefici di questa Europa li diamo per acquisiti e siamo oppressi da limiti e difficoltà. Dobbiamo rilanciare il progetto europeo, è una necessità in un momento in cui manca una visione unitaria. Manca anche nelle leadership europee. Ci attendono sfide importanti. L’immagine dell’Ue è quella di una istituzione che si occupa delle misura delle vongole ma non affronta la questione dei migranti, un apparato burocratico insomma, distante e sordo alle esigenze del territorio”. Danti affronta pure la questione del Made in che il Parlamento europeo ha licenziato. “Ma dentro al Consiglio europeo si consuma uno scontro senza possibilità di compromesso. Senza una visione futura non possiamo andare avanti. Il Pd deve cambiare la politica della sinistra in Europa”.

Chiusura riservata a David Maria Sassoli, vice presidente del Parlamento europeo, prima dell’avvio dei tavoli tecnici. Parla delle zone terremotate ed invita a pensare strumenti di sviluppo per evitare lo spopolamento “Nelle Marche –ha detto Sassoli- si imparano sempre un sacco di cose. Sono stato un paio di giorni qui ed ho incontrato tanta gente. Abbiamo fatto analisi che vedono le Marche ragionare su come uscire dalla crisi e legarsi a dinamiche europee”. Sassoli annuncia anche che “la Bei ha firmato un protocollo con la Cassa Depositi e Prestiti da due miliardi di euro, uno per il pubblico ed uno per il privato, destinato alle zone terremotate”. Il vice presidente del Parlamento europeo illustra un’altra vittoria conseguita dal Governo italiano a Strasburgo due giorni fa. “Il Parlamento ha votato un provvedimento di cui non si è data notizia –racconta- abbiamo detto al Consiglio di preparare un testo per sanzionare quei Paesi che non si adegueranno in tema di politiche migratorie”. C’è poi la questione delle risorse stanziate e non spese dalle regioni. Sassoli è lapidario. “Sono stati spesi 800 milioni su 43 miliardi di euro, una cifra preoccupante, che ci dice che un pezzo del sistema regionale in questo Paese sta mettendo a repentaglio risorse per tutti. Tutto il sistema nazionale ne risente se una regione non spende le risorse stanziate. Ci penalizza e mette in crisi tutti”. Anche in questo caso il Pd è chiamato a farsi promotore di un’azione mirata che supporti le regioni stesse.


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