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Don Ciotti e Mus-e ispirano
i piccoli della scuola primaria “Salvadori”

FERMO - Lunedì scorso rappresentazione teatrale a conclusione del percorso educativo sviluppato in due progetti di ampliamento dell'offerta formativa dell'Istituto Fracassetti Capodarco
mercoledì 24 maggio 2017 - Ore 09:54
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Nella mattinata di lunedì 22 maggio le classi quinte della scuola primaria “Luigi Salvadori” hanno tenuto una lezione aperta nell’ambito del progetto Mus-e, ispirata alla lettura del libro “La classe dei banchi vuoti” di don Luigi Ciotti, guidati dagli artisti Mus-e Lucia De Angelis e Oberdan Cesanelli.

La rappresentazione è la conclusione del percorso educativo sviluppato in due progetti di ampliamento dell’offerta formativa dell’Istituto Fracassetti Capodarco: “Educare alla legalità”, con il quale quest’anno è stata approfondita la conoscenza del fenomeno mafioso nelle sue diverse manifestazioni, e “Progetto Mus-e” che si propone di contrastare, attraverso esperienze artistiche, l’emarginazione e il disagio sociale.

Nell’ambito del progetto Educare alla legalità, gli alunni hanno letto insieme all’insegnante, tra gli altri, il libro “La classe dei banchi vuoti”, dal quale sono rimasti particolarmente interessati e colpiti tanto da volerne fare una piccola rappresentazione coordinati dagli artisti di Mus-e che li hanno aiutati ad utilizzare al meglio i linguaggi espressivi del corpo e della musica.

Il libro di don Ciotti racconta le vite di bambini e ragazzi spezzate dalla crudeltà mafiosa e gli alunni della Salvadori hanno voluto ricordarle e “ripopolare” idealmente quella classe, occupando i banchi lasciati vuoti e, sulle musiche da loro scelte con l’aiuto dell’esperta musicista di Mus-e Lucia, hanno inciso i loro pensieri per ricordare quei bambini e ragazzi perché, come loro stessi hanno detto, grazie alla nostra memoria saranno ancora tra noi.

La rappresentazione è stata molto sentita e significativa sia perché eseguita nel venticinquesimo anniversario delle stragi di Capaci e Via d’Amelio, sia perché la testimonianza della crudeltà mafiosa viene da alunni che, purtroppo, loro malgrado sono spesso testimoni di diffusa illegalità e, a volte, di microcriminalità.


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