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‘Democrazia costituzionale’ al vetriolo
sulla proposta di legge elettorale:
“Restituire la sovranità agli elettori”

FERMO - Malaspina e Di Ruscio: "Un governo che tutto vuole tranne che la sovranità popolare e la democrazia partecipativa, in barba alla Costituzione e alla sentenza di incostituzionalità dell’Italicum"
martedì 30 maggio 2017 - Ore 12:03
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“L’amara verità è che il parlamento rischia di diventare un teatro occulto della politica”, il comitato provinciale di Democrazia costituzionale, in una nota a firma Sara Malaspina e Saturnino Di Ruscio, non ha peli sulla lingua e passa al microscopio la proposta di legge elettorale sul modello tedesco: “È in cantiere una proposta del PD sulla legge elettorale che prova a spazzare via il risultato del referendum costituzionale del 4 dicembre, con cui il popolo ha parlato chiaro, con l’intento di allontanare la rappresentanza dai cittadini, ovvero il diritto democratico dei cittadini di eleggere i propri rappresentanti in Parlamento. Ed è questo a rendere più drammatica la storia del nostro Paese: un governo che tutto vuole tranne che la sovranità popolare e la democrazia partecipativa, in barba alla Costituzione e alla sentenza di incostituzionalità dell’Italicum.
Dobbiamo far comprendere il raggiro e l’inganno che stanno tentando Renzi ed il Pd, che ripropongono un Parlamento con deputati e senatori nominati dai capipartito, senza che gli elettori siano liberi di scegliere i loro rappresentanti. Sono infatti state reintrodotte le liste bloccate per il 50% dei seggi (quota proporzionale) mentre per l’altro 50% (collegi uninominali attribuiti a chi ha un voto in più), la scelta fra i candidati nel collegio uninominale (anch’essi decisi dai capipartito) è fortemente condizionata dal fatto che si può esprimere un solo voto che trasferisce automaticamente alla lista dei candidati nel collegio plurinominale la scelta effettuata per il candidato nel collegio uninominale. Non è ammesso il voto disgiunto. Ovvero, tutti i candidati sono designati dai partiti nei collegi uninominali o nelle liste bloccate, ma quelli più fedeli ai capipartito possono essere candidati sia nel collegio uninominale, che in tre collegi plurinominali, impedendo di fatto agli elettori di bocciarli. Si premia, cioè, l’oligarchia già al potere contro gli interessi degli elettori. Si millanta poi, in un’affabulazione scorretta, che il modello di riferimento è quello tedesco, con cui non ha nulla a che vedere, in quanto in Germania l’assegnazione dei seggi alle liste è al 100% proporzionale con soglia di sbarramento che, insieme al voto disgiunto per selezionare i candidati, rende rappresentativa la legge elettorale tedesca.

Saturnino Di Ruscio

La legge elettorale, che, vale la pena ricordare, è la più importante nell’ordine istituzionale dopo la Costituzione, è una scelta politica mirata: per questo, il dibattito intorno al sistema elettorale da adottare deve tener conto della democrazia rappresentativa, che è partecipazione dei cittadini al governo del Paese. Spetta al popolo il diritto di selezionare la classe dirigente del Paese, esercitando il voto in modo libero ed eguale, in conformità alla Costituzione. Il Coordinamento per la democrazia costituzionale rivendica il diritto dei cittadini a partecipare attivamente alla vita politica del Paese, che con questa proposta elettorale sarebbe oggettivamente compromesso. L’amara verità è che il parlamento rischia di diventare un teatro occulto della politica, ripiegato su se stesso, volgare ed offensivo verso le istituzioni e i cittadini, privo di rispetto verso i diritti e verso i doveri, che sono ago e filo della Costituzione.

 


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