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“Difendiamo democrazia e diritti dei lavoratori”: 106 dipendenti di Provincia e Regione si appellano a Mattarella

CGIL - Grande partecipazione alla mobilitazione voluta dal sindacato dopo l'abrogazione dei referendum e la reintroduzione dei voucher. Sabato 17 manifestazione nazionale a Roma
martedì 13 giugno 2017 - Ore 10:18
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 Grande partecipazione alla mobilitazione dei dipendenti della Provincia di Fermo e degli uffici decentrati della Regione Marche: sono state infatti raccolte 106 firme, su un totale complessivo di 119 dipendenti in organico, per l’appello al presidente della Repubblica affinché, dopo l’abrogazione dei referendum richiesti dalla Cgil e l’introduzione di un meccanismo simile a quello dei voucher, ci sia rispetto per il lavoro, per la democrazia e per la costituzione.

“Un’adesione così partecipata e così convinta – spiega Umberto Perosino, delegato Cgil Enti Locali della Funzione Pubblica di Fermo – ci fa ben sperare in una partecipazione altrettanto forte alla manifestazione nazionale straordinaria indetta dalla Cgil per sabato 17 giugno a Roma.

La manifestazione di sabato prossimo ha carattere di straordinarietà perché si tratta di difendere la democrazia e perché vuole contrastare comportamenti decisamente antidemocratici che non hanno precedenti nella nostra storia repubblicana.

I fatti sono opportunamente sintetizzati in una lettera appello che la segretaria generale Susanna Camusso ha inviato a tutti gli iscritti: dopo una consultazione straordinaria delle iscritte e degli iscritti, la Cgil presenta una proposta di legge Carta dei diritti universali del lavoro e tre quesiti referendari a sostegno (art. 18, voucher, responsabilità solidale negli appalti). Sulla Carta e sui quesiti referendari la Cgil raccoglie 4,5 milioni di firme. La Corte Costituzionale accoglie 2 referendum ed il Governo fissa la data del referendum per il 28 maggio 2017, mentre alla Camera dei Deputati in Commissione Lavoro viene messa in discussione la proposta di legge.

Umberto Perosino

Il 21 aprile il Parlamento converte in legge un decreto del Governo che abroga le leggi sottoposte a referendum popolare. Il Presidente del Consiglio motiva la decisione con la necessità di non dividere il Paese.

Di conseguenza decadono i referendum, che – ricordiamolo sempre – sono l’unica forma di democrazia diretta, prevista dalla Costituzione per far valere l’opinione dei cittadini sulle leggi del nostro Paese.

Il 27 maggio, il giorno prima della data originariamente fissata per il referendum, alla Camera, in Commissione Bilancio si reintroducono i voucher. Mai era avvenuta una violazione così palese dell’art. 75 della Costituzione.

La Cgil nella sua storia si è sempre battuta per difendere la democrazia e le sue regole, perché in quella difesa, c’è la difesa della libertà nel lavoro, la cittadinanza del lavoro e anche questa volta ci saremo ed i colleghi della Funzione Pubblica di Fermo ci saranno in molti”.


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