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“No alla privatizzazione del trasporto pubblico locale”: l’Usb verso lo sciopero nazionale

MARCHE - Il sindacato annuncia una mobilitazione di tutti i lavoratori del settore contro il rischi sui fronti occupazionali e salariali
venerdì 16 giugno 2017 - Ore 09:44
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“L’abolizione alla Camera dei Deputati del Regio Decreto 141/31 è l’ennesima dimostrazione di quanto si voglia mettere del tutto all’angolo il mondo del lavoro in Italia. Esso ora apre le porte anche alla privatizzazione del trasporto pubblico locale, così come è stato fatto con altri ambiti rilevanti dei beni di interesse collettivo. Noi ci opporremo a questo progetto in tutte le maniere, con iniziative pubbliche forti e una mobilitazione di tutti i lavoratori del settore anche nelle Marche”. Lo afferma Andrea Quaglietti, segretario regionale Usb, in relazione alla modifiche alla futura gestione del TPL su scala nazionale, che si stanno attuando con l’approvazione di nuove normative in Parlamento proprio in questi giorni.

“L’abrogazione del RD 141/31 e delle leggi collegate avvia la privatizzazione del servizio anche sul nostro territorio, un indirizzo nuovo che in prospettiva potrebbe superare anche il sistema delle aziende pubbliche di trasporto provinciali attualmente operanti. Il rischio incombente e concreto è che si arrivi poi ad un sistema di gestione del comparto fondato su criteri del tutto aziendalistici e di mero profitto, senza più legami con le realtà e alle esigenze delle persone residenti sul territorio. Con un impatto negativo – aggiunge Quaglietti – possibile sia sul fronte occupazionale e salariale, per autisti e addetti nelle varie realtà provinciali, che soprattutto per i cittadini – utenti, che specie nei borghi e nelle aree interne piu disagiate potrebbero perdere qualsiasi collegamento di bus e navette e rimanere isolati.”

L’Usb è sempre piu presente nel mondo del TPL marchigiano, con delegati Rsu alla Start di Ascoli , alla Steat di Fermo e all’Ami di Pesaro.

“Tutto questo sta avvenendo poi – ricorda ancora Quaglietti – prioprio nel momento in cui le Regioni stanno per andare al rinnovo delle gare di appalto del servizio in questione. E così aprendo le porte al possibile smantellamento di quello che resta dell’impianto e dei fini di interesse collettivo che hanno ancora le aziende attive in ogni territorio provinciale. Questo è inaccettabile, e noi dell’Usb per protestare contro queste scelte legislative nazionali che ricadranno sulla testa delle comunità locali e per sensibilizzare l’opinione pubblica, organizzeremo per il 26 giugno uno sciopero di 4 ore del tpl in tutta Italia”.


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