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Lettera al direttore
“Risvegliare l’attenzione su
Monte Cacciù”

SEGNALAZIONE - Monte Cacciù, non riesce ad attrarre l'attenzione, che meriterebbe, di amministratori e cittadini fermani. La lettera inviata da Pietro Diletti
martedì 20 giugno 2017 - Ore 13:24
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di Pietro Diletti

 

Caro direttore,

se troverà un po’ di spazio sul suo giornale le sarei grato se volesse ospitare una riflessione su una splendida collina tra Fermo e Porto San Giorgio, Monte Cacciù, che non riesce ad attrarre l’attenzione, che meriterebbe, di amministratori e cittadini fermani.

A metà strada tra Fermo e Porto San Giorgio è possibile notare dal versante della castiglionese tre padiglioni fatiscenti in cemento armato mentre da quello di santa Petronilla  un parco di vegetazione mediterranea. Si tratta di un’area di 15 ettari, ora di proprietà della Steat e della Regione Marche, originariamente appartenuta alla vecchia  provincia di Ascoli Piceno, destinata alla costruzione del Centro di Igiene Mentale, progetto  superato dalla  riforma sanitaria del ministro Mariotti che decretava la fine dei manicomi. La provincia di Ascoli Piceno, che già nel 1972 ci aveva investito circa 400 milioni di vecchie lire, nel 1981/82 studiò un progetto di massima che sottopose all’esame delle amministrazioni comunali di Fermo e Porto San Giorgio ed alle associazioni naturalistiche per recuperare quei terreni e quegli immobili a favore della collettività. Il progetto prevedeva la realizzazione di un parco pubblico con vegetazione spontanea e piante mediterranee.

Gli edifici realizzati, opportunamente completati, sarebbero stati destinati a mostre, convegni, case albergo per gli studenti e residence per il turismo sociale. Di quel progetto fu realizzato il parco che si può ammirare percorrendo le due strade fermana e castiglionese, due campi da tennis in sintetico e due campi da bocce. Quell’amministrazione  nel 1985 fu sostituita da un’altra di colore politico diverso e tutto finì. Salvo la proposta dell’associazione “amici del cuore” del 2003 di realizzarci un centro sanitario di riabilitazione post acuzie. A distanza di oltre 37 anni tutto è rimasto come allora. Non un progetto, non una idea su come valorizzare quel luogo splendido, un vero e proprio balcone sul mare da dove lo sguardo può spaziare dal Conero ai Sibillini.

Caro direttore, chissà se lei con il suo giornale potrà suscitare interesse e curiosità innanzitutto nella gente e spingerla a rendersi conto, direttamente sul posto, della bellezza naturalistica del luogo e poi, magari, risvegliare l’attenzione degli amministratori delle due città, affinché si possa trovare, finalmente, una adeguata destinazione ed un giusta valorizzazione.

 


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