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Immobile reso inaccessibile dall’erosione dell’Ete: la rabbia dei proprietari e l’esposto di SOS Utenti

MONTE ROSATO - Occorre ricostituire gli argini del fiume e rinforzarli. Ad eccezione del Presidente della Provincia di Fermo che pur interessandosi della vicenda ha correttamente rilevato la competenza del Genio Civile, quindi della Regione Marche, nessun altra istituzione tra quelle interessate ha dato segni di vita
mercoledì 21 giugno 2017 - Ore 16:47
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“La politica è servire e non servirsi. Queste le parole di don Luigi Sturzo, fondatore del Partito Popolare e, secondo i fondatori, padre spirituale della Democrazia Cristiana; ma lui non riconosceva ne la denominazione  cristiana  perché il partito doveva essere laico, ne i suoi figli legittimi. Aggiungiamo noi che le istituzioni pubbliche sono state concepite per servire e non servirsi”. Così Saturnino Di Ruscio, presidente di Sos Utenti, esordisce parlando dell’esposto presentato all’associazione dai proprietari di un immobile a Monte Rosato.

“Parto dal pensiero di Sturzo per segnalare un caso specifico -spiega Di Ruscio –  quello dei signori E.V.R., C.T. e C.E., proprietari di un immobile (fabbricato e corte) sito in Fermo, località Monte Rosato, reso inaccessibile perché le due strade d’accesso sono state sono state divorate dal fiume Ete Vivo a causa delle calamità. Utilizziamo il plurale perchè le calamità sono di due tipi: quelle naturali e quelle provocate dall’azione umana. In questo caso le seconde hanno avuto un ruolo determinante. Pertanto nonostante le tasse e imposte vengano pagate regolarmente, i proprietari non possono utilizzare il bene”.

Di Ruscio che aggiunge: “E’ evidente, inoltre, che le due strade attraversano terreni non di loro proprietà ed i proprietari non possono continuare a spendere denaro per opere che vengono periodicamente distrutte dopo ogni pioggia. Occorre ricostituire gli argini del fiume e rinforzarli. Ad eccezione del Presidente della Provincia di Fermo che pur interessandosi della vicenda ha correttamente rilevato la competenza del Genio Civile, quindi della Regione Marche, nessun altra istituzione tra quelle interessate (dalle Regione in giù e quelle dello Stato), ha dato segni di vita! I proprietari sono stritolati tra la burocrazia, il fiume Ete Vivo e i confinanti. Quando la politica e le istituzioni non si occupano più dei problemi dei cittadini ed in particolare di quelli più deboli è certificato il fallimento del sistema democratico e della stessa democrazia rappresentativa, dove i cittadini sono involuti in sudditi e la democrazia in oligarchia. Solo i più forti vanno avanti e gli altri soccombono. Questo è il terreno fertile per una ‘bella’ dittatura e la tirannia”.


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